"Non ho voglia di litigare con te"
L'universo ha provato a non farmi sentire quelle urla per strada, ma il casco non ha retto la frequenza di quelle urla provenienti da una coppia sul marciapiede. E tra lo sgomento dei passanti, io fissavo la luce rossa del semaforo con quasi la voglia di piangere, con la mente che volava nelle sue solite tangenti.
Quanto è triste dire che non si ha voglia di litigare con una persona? Non è il confronto la chiave di ogni rapporto, di ogni relazione dove vogliamo spenderci tempo? Chiaro, ovvio, c'è sempre modo e modo, scappate da quelle persone che usano le urla e strumenti sbagliati per affrontare un problema con voi facendovi sentire SEMPRE la parte sbagliata. Perchè quando si tiene a qualcuno si ha voglia di risolvere. Si ha voglia del confronto, indipendentemente da dove porterà. Perchè sennò così si perdono le cose, le persone. Non quando smettiamo di tenerle vicine, ma quando smettiamo di curarle, quando smettiamo di aver voglia di aggiustarle. E le cose rotte che non si aggiustano vanno a finire sempre nella spazzatura, e non nel modo carino che dice Forky, ma in un decluttering o l'altro della vita.
Noi scegliamo dove e con chi stare per le cose belle, nei momenti profumati di spritz e musica commerciale, nei rapporti occasionali, nelle scintille di elargizione di grazia, nei giorni dove il mondo ci sembra più bello. Ma quanto è importante alzare quel sipario e restare con le persone nei momenti no? Nei momenti "imperfetti", in quelli in cui magari non c'è proprio nulla da ridere? Nei momenti di rabbia, di incomprensione, nei momenti di discussione o in cui qualcosa non va? Quanto la dice lunga su quel rapporto il comportamento dei componenti quando succede qualcosa che non deve?
Forse ho un pò un allergia per le emozioni negative di questo mondo. L'allergia come funziona per il nostro corpo è un mega reazione per uno stimolo minimo. Quindi lo so che forse non mi fa benissimo fare questi discorsi , su ogni cosa che vedo dentro e fuori la mia vita. Ma credo che si possa capire tanto di sé stessi e del mondo negli altri, dobbiamo essere solo pronti a vedere quello che l'universo vuole dirci.
Non esistono rapporti perfetti. Non esistono persone, ragazze, ragazzi, animali, cose, esperienze, perfette. Non è un discorso di compromessi. Non può esistere il compromesso di una cosa che non esiste. La perfezione non è qualcosa di questo mondo, e non ci rappresenta, non ci appartiene. Ho smesso di cercare la perfezione, anche se bisogna combattere giornalmente, ma vi assicuro che è una sensazione liberatoria e rinfrancante non sentirne l'ansia. Come al solito impariamo a vivere il presente, senza aspettative, ma aperti alla grande straordinarietà del tutto.
E quindi è comprensibile scappare da qualcuno o qualcosa che non è perfetto. Perchè sarebbe come ammettere che in realtà non siamo perfetti neanche noi.
Ma quando vorremmo proprio nuotare in quel mare dell'imperfezioni? Lì iniziano i guai veri.
Ciao Bloop.
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