“Tu hai l’anima che io vorrei avere.”
Samuele ne parla davanti a me, di quella canzone. Parla di chi capisce senza giudicarti. E di chi si tiene, del tenersi nel tempo, attraverso nel tempo. Parla di attacchi di panico; arriva, dice, e c’è qualcosa che lasciamo per strada e non ce ne accorgiamo. Parla che c’è li costruiamo, diventiamo laboratori perfetti di creazione. Non dobbiamo essere schiavi della paura che possa esistere il dolore. Come possiamo non farci trasformare da questo, gli chiede un ragazzo. Lui prova a parlare. Poi piega il volto, da una pacca al ragazzo, e chiede un minuto perché è praticamente commosso. Il ragazzo che ha fatto la domanda sta piangendo, e Samuele dice che non può guardarlo.
Un uomo davanti a una platea di ragazzi, si commuove, piange, chiede un momento. Si spezza. E lo abbraccia.
Grazie del tuo super potere.
“ Tu hai L anima che io vorrei avere”
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