Sono arrivata, dopo svariati ragionamenti, a capire che non esistono persone perse. Esistono persone che non hanno scelto. Io faccio parte della categoria dei jolly, quelli che dove li metti li metti proprio un ciofeca non sono, che un pò sembra una figata, perchè sembri un pò bob l'aggiustatutto, ma in realtà è un pò una maledizione, non essere straordinari in niente ma bràmini/bravi in tutto. Però un pò ci sei affezionato sempre a quel modo di te. Senti di tradire una parte di te se rinunci alla musica, o al giuro, o allo studio, o al canto, o al disegno.. Ma non si parla di rinunciare, si parla di decidere dove spostare la maggior parte delle tue energie, e decidere di metterne di più. Magari non sarai mai un fenomeno, ma puoi decidere dove mettere la tua energia.
Da quando ero piccola, ho sempre fatto 4 milioni di cose. E andavo a scuola, e teatro, e canto, e catechismo e nuoto, e pallavolo, e ginnastica artistica, e inglese, e corso di scienze. Vi lascio immaginare quando sono arrivati i ragazzi che macello. Vi dico solo che il mio primo ragazzo mi ha lasciato praticamente perchè sono arrivata in ritardo all'anniversario di matrimonio dei suoi, perchè stavo presentando un saggio di musica. Ma vabbè, divago. è stimolante conoscere così tanti ambienti, tante persone, tanti modi di pensare. Faceva sentire vivi. Ma la parte brutta di questa medaglia così inebriante che è il sentir di non perder tempo, è che in tutti quei posti, tutti mi dicevano di non dare abbastanza, O non lo dicevano, me lo facevano capire. Avevo così spezzettato la mia anima tipo Voldemort, che i miei Horcrux stavano prendendo il sopravvento. Allora con l'università ho detto basta. Avrei fatto un pò di cose per volta.
Io amo recitare. Amo cantare. Amo ballare. Amo fare le bamboline. Amo scrivere. Amo imparare cose nuove. Amo la chimica. e tanto altro. E sono sicura che se avessi scelto una di queste cose forse non sarei stata un fenomeno ma sicuramente brava. Non fuoriclasse ma brava.
Tengo le mie capacità un pò nascoste, come saper fare Paperino, ma so che un giorno mi torneranno utili.
Quindi so che scegliere non è mai la scelta più semplice, né quella più conveniente. Siamo fatti di pezzi di puzzle, ma non si tratta di scegliere che d'ora in poi saremo un unico pezzo, ma solo che il nostro tempo verrà gestito nella maniera che crediamo giusta a secondo i pezzi.
Non possiamo scegliere di essere tutto. E anche se il mondo non sentirà mai, o forse solo un giorno, il mio Paperino perfetto, beh, l'attesa farà parte del pacchetto.
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