Non mi piace l'espressione "mettersi da parte". Un pò in qualsiasi campo. Sa di lasciare perdere. Di mollare. Di smettere. Sa di arrendersi. Sarà che sono dell'idea che è sempre meglio andare fino in fondo, sarà che sono dell'idea che chi fa sbaglia e che chi non fa non sbaglia mai. Però non è mai una frase che ho contemplato. Ma succede così nelle grandi storie no? Anche i personaggi non contemplano cose, ma nel piano sibillino e divertente del mondo che ha per noi, ecco che ci scontriamo proprio su quelle cose, proprio quelle con cui credevamo di non inciampare mai.
Me ne sono accorta ieri, in un aperitivo tra amici al Container di San Lorenzo. Matteo è un mio amico, e da il mero chiacchierare, siamo passati anche a parlare di cose belle. è una brava persone, ma non so quanto ancora lo sa. E poi c'erano dei miei compagni di scuola, Alberto e seba, con cui abbiamo tanto di cui parlare di pregresse esperienze. L'ultima volta che sono uscita con matteo mi ha parlato delle sue pene d'amore, del fatto che aveva paura di rimanere ferito, che non sapeva se con una persona poteva funzionare. Gli ho detto di buttarsi con quella ragazza. Di provarci, di lasciarsi amare.
Quella ragazza era con lui ieri. E forse anche un pò too much, ma si accarezzavano, si baciavano.. e per quanto la mia parte bigotta avrebbe detto "un pò meno" e la mia parte sdrammatizzante " ragazzi dai lo so che vi amate però" o la mia parte dolce " ma guardali che piccioncini" in quel momento... non so chi ha parlato dentro di me, non so quale voce ha avuto la meglio. Ha messo a tacere tutte quelle voci. E non ho detto niente. Non ho raccontato cose a Matteo, né alla ragazza. Niente battute o cose per incentrare l'attenzione su di loro. Era un loro CAZZO di momento, il mio amico se lo meritava. Era giusto che lo vivesse. E io non avevo alcun diritto di esserci in quel loro momento. Ho continuato a ridere con gli altri. Ogni tanto matteo interveniva ma si vedeva che stava anche da un'altra parte.. e mi sono sentita così contenta per lui. E mi sono messa da parte. Non che me ne sono andata, ma solo che era giusto fare un passo indietro. Odio fare i passi indietro. Ma ieri non era la scelta più giusta, era l'unica scelta.
Ecco, io ci sarò sempre per matte quando avrà bisogno di me. E ora non ha bisogno di me. Ed è giusto così.
Mi è capitata una cosa del genere, con quello che convenzionalmente chiamerei il mio migliore amico, anche se mi fa super male come sempre dire una cosa così. è sicuramente la persona che sà più di me e c'è stato ogni cazzo di volta. Tranne quando mi ha fatto stare male lui, ma tanto non se lo ricorda e non gli interessa ciò. Non credo che abbia bisogno di me nella sua vita ora. Ha bisogno della palestra, di non parlare di cose pesanti. Ma non di me. Per arrivare a quello che vuole, la sua scala, non comprende me. E fa male accettarlo però sento che è così. E per quanto gli voglio bene, sarò sempre pronta a fare un passo indietro. Perchè voglio vederlo felice, a prescindere da me. E se anche lui non lo capirà, ci saranno dei momenti in cui non servirò, anche se lui non sarà d'accordo, anche se preferisce sempre scegliere lui per gli altri, ma è una cosa sbagliata.
Non mi arrendo, ma faccio un passo indietro. E quindi ecco la consapevolezza di oggi, a 25 anni suonati: Per gli altri, per chi conta, posso anche mettermi da parte.
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