Amo fare i puzzle. Mi rilassa. Potrei starci ore, mi distacco solo quando mi girano gli occhi. Mi piace che c’è un immagine da ricomporre, mi piace che i pezzi si nascondano, ma avere la consapevolezza che ci stanno tutti, che ho tutti gli strumenti per rendere il quadro completo. Fare un puzzle non ha competizione, non hai limiti di orario. E nel frattempo puoi pensare, ascoltare musica, comporre una poesia. È catartico, tanto che forse a casa mia vorrò avere una stanza con un tavolo dove mettere sempre un puzzle. Mi piace trovare i pezzi giusti, e sentire come serenamente si posizionano, ma accetto anche di trovare quelli sbagliati. Ad un certo punto li riconosci, quando ci sono dei pezzi che vanno bene, ma non è quello il loro posto, non combacia tutto. Credo che anche nella nostra vita abbiamo questo potere. Credo che tutti scegliamo i nostri pezzetti da collocare. Credo che alcuni risultino perfetti, e si aggrappano al tutto senza fatica. Altri invece riescono a starci, ci sforziamo di credere che quello è il loro posto, ma è solo una nostra speranza di aver fatto un passettino in più. Perché te ne accorgi, quando le persone calzano a pennello. Per alcune quasi ci caschi, se non fosse per quell’angolo o verde, azz sarebbero perfette! Ma col tempo, quando metti altri pezzi, ti rendi conto che si siano un po’ camuffati. O tu li hai un po’ camuffati. Non dobbiamo fermarci se scopriamo che un pezzetto che credevamo perfetto non lo è; forse sta andando solo a formare un puzzle diverso, forse si era solo perso nel tuo. Credo che lungo la nostra vita, capiamo quando le persone sono quelle giuste, quelle che senza pressione si infilano nel tuo quadro, e scelgono addirittura di rimanerci. Non smetterò mai di dirlo, ma è il tempo il regalo più bello che una persona può fare a un’altra, perché è qualcosa che non torna mai più indietro. E chi è un po’ pensieroso come me questo lo capisce; e la cosa bella delle persone che devono esserci nella tua vita, é che anche per loro è bello stare lì, in quel momento, in quel disegno. E diventa sempre tutto più chiaro; quello che pensavi fosse una mano è in realtà un bicchiere. Quella che pensavi fosse una strada, in realtà è una porta. Quella che pensavi fosse amicizia, in realtà è una perdita di tempo.
Ci si mette tutta la vita a vedere il disegno completo. Ma come nei puzzle il bello non è la fine. Ma trovare i pezzi giusti.
Io sono ancora all’inizio, ma vi troverò e non vi lascerò più andare promesso
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