Negli ultimi anni io e Michele siamo usciti una manciata di volte; tutte le volte siamo andati a fare colazione/ merenda in un bar e voleva sempre pagare lui, non c'era alcun verso affinché lasciasse pagare me. Ma a lui sembrava che la cosa non lo toccasse proprio. Io lo scoraggiavo per le sue conquiste amorose; ci sapeva fare con le ragazze, e forse eravamo rimasti amici perchè ero una delle poche che a scuola non aveva baciato o altro. Ogni qualvolta che lo sentivo e ci organizzavamo per uscire sorridevo perchè sapevo esattamente di che cosa avremmo parlato. Mi chiamava principessa, Principè, in romano. Non lo faceva per un secondo fine, e non ero neanche il suo tipo di ragazza. Lo faceva e basta. Ricordo una volta che erano venuti dei compagni a casa e lui aveva cucinato una fantastica amatriciana, i miei c'erano molto affezionati. Ricordo la prima volta che siamo usciti alla medie con tutta la classe e al mc aveva mangiato il suo e anche il mio panino. E che mi faceva un sacco ridere a lezione.
Ma la cosa che ricorderò di più di tutte, e che forse è quella più sensibile di cui non sono riuscita a parlare fino ad ora, è che spesso, passava sotto la finestra della mia camera dopo gli allenamenti di calcio, mi chiamava ad alta voce ed io mi affacciavo. Restavamo così per 20 minuti, lui poggiato al palo con i calzoncini e la borsa dell'allenamento, io spesso in pigiama o coi capelli raccolti, a raccontarci cose, ad aggiornarci.
Non avevo idea che quei momenti erano attimi felici, per questo dico sempre che bisogna avere cura degli attimi che viviamo, forse celano una serenità e una bellezza che scopriamo dopo anni, e magari ci biasimiamo per non averli vissuti a pieno. Quello era il nostro posto, di me e Michi. è un ricordo stupido, ma non c'è censura in questo blog per fortuna. A volte spererei di sentire ancora la sua voce e di riaffacciarmi.
Basta veramente poco per rimanere nel cuore degli altri. Anche gratis. E allora riconsideriamo nelle nostre priorità questo. Perchè sostare nel cuore degli altri, per mesi, anni, giorni, o anche minuti, è un parcheggio nobilissimo, senza tasse, e dà senso alla tua esistenza.
Grazie Michi di ricordarmelo anche se tu non ci sei più.
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