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Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.

domenica 11 ottobre 2020

Mostriciattoli a zig zag

 Chi non ha mai vissuto una sensazione di disagio? è una cosa umana da provare a piccole dosi no?

Per me è qualcosa che provo spesso, e recentemente mi sono trovata a pensare a un possibile trauma che ho avuto che per qualche strana fenomenologia di archetipi e malfunzionamento della psiche che mi continua a tornare.

La scena che mi sembra più plausibile è un capodanno in cui avevo 15 anni. Mi ero vestita al top delle mie possibilità, ero carina. Mi ero persino messa dell'ombretto dorato. Ero fidanzata da qualche mese, e pur di stare con il mio fidanzato ero andata a un capodanno dove non conoscevo nessuno. Un schiera di persone che non conoscevo davanti a un banchetto rosso e i piatti di plastica. Quanto si è disposti a sacrificare per le persone che amiamo o crediamo di amare?

Ricordo che le ragazze avevano dei tacchi che oscillavano tra i 20 e i 35 cm. E i ragazzi avevano la barba, cosa insolita per me che guardavo i coetanei ed era il periodo dell'acne sulle guance. Il mio fidanzato non era un tipo molto loquace e più fisico, e mi aveva portata in bagno per puntini puntini, e quando siamo usciti tutti ci fissavano. Le risatine e gli sguardi dei suoi amici seduti al tavolo, era un qualcosa che non riuscivo a sostenere. Non a 15 anni.  Lo ammetto, non ero solo in imbarazzo. Ero proprio a disagio.

è strano ma in situazioni di alcool e risatine dove non conosco nessuno, mi ritorna quella sensazione lì. Il disagio. Che si trasforma in un dolore fisico ovviamente anche se è tutta una questione psicologica. 

Sono arrivata a un punto della mia vita che qualsiasi situazione che mi provochi disagio la evito dal principio. Forse, ci dovrei lavorare su. Ma la verità è che mi sono stancata di stare male anche su questa cosa. So che a volte parlo come una donna vissuta. 

A fine del set, qualche giorno fa , c'era una domanda che assillava la mia mente: c'è qualcosa che non va in me? Perchè gli altri riescono a vivere quello che io non riesco? perchè provo disagio nelle situazioni?
Ho uno switch impressionante, non mi riconosco neanche io più. Divento introversa, imbranata e fatalista. 

Forse non è vero che ci si allena e si migliora nelle situazioni, ma è vero che  si impara a fare zig zag tra i propri difetti e i propri deficit e ci si riesce a migliorare. Non cambiamo mai la nostra natura, ma apprendiamo a volte dei modi per stare al mondo. Io non starò mai senza il disagio, ma un giorno sarà un amico e gli strizzerò l'occhio con tenerezza. Abbiamo tutti dentro i propri mostriciattoli che vogliono uscire e sgranchirsi le gambe. Il mio disagio è un maratoneta. 

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