Domani sarebbe stato un grande giorno. In una parallela vita temporale lo sarà pure. Si crea una linea parallela a ogni decisione presa o non presa della nostra vita. La linea di cui parlo, mi piace pensare, che sia una in cui sono un po più felice.
Un anno fa ho scritto su un pezzo di carta stropicciato una storia che mi era venuta in mente guardando l'orizzonte. Immaginavo che potessi raccontare qualcosa senza battute, le parole sono molto sopravvalutate, non avrebbero aggiunto niente a qualcosa di così bello e delicato.
La storia parlava di una bimba che abitava con sua nonna in riva al lago, ma era cresciuta pensando che in realtà quello davanti a lei fosse il mare.Piano piano succede l'inevitabile; cresce. Si scontra con le cose, coi ricordi, con se stessa, con sua nonna, che è un pò anche quella parte di lei che si lega al passato. E quando scopre la realtà torna al lago e urla. E l'urlo è l'unica cosa che sentiamo.
Una storia d’amore, di protezione; ero rapita dal concetto del dare un nome diverso alle cose come sono, avere percezione di una realtà sbagliata, o semplicemente plasmata per il troppo amore delle persone che vogliono proteggerci da quello che c’è fuori. Era affascinante. Per quanto drammatico e terribilmente universale. A volte si proteggono gli altri per troppo amore, per ripararli dal dolore, diventiamo schermi. Non diciamo cose, omettiamo realtà, sempre per protezione, mai per cattiveria. Ma non ci accorgiamo che a volte facciamo più male così, che a volte c'è bisogno di scontrarsi con la vita. Che ti fa male ma non ti uccide, o almeno non quando non vuole lei.
Seguendo questo personaggio ho sentito quanto in realtà c'entra e assomiglia a me e alla mia vita, e a tante persone che amo. Alla fine non resistiamo noi? Gli "artisti" devono sempre seminare un pò di sé stessi in quello che fanno. è irresistibile, quasi come un serial killer. è troppo eccitante seminare pezzetti di sé e correre il rischio di farsi scoprire.
Non so se sono riuscita a spiegare bene agli altri quanto amore ho per questa storia.
Questa storia non si girerà più. Rimarrà sulla carta una sceneggiatura strampalata e piena di difetti, delle inquadrature con una ragazza buffa, delle foto e delle prove costume.
Sono successe così tante cose che non ho avuto neanche il tempo di stare male quanto io debba per non riuscire a far vedere la luce a questa storia. Sono ancora molto arrabbiata, sono ancora molto amareggiata, sono ancora molto scottata. Ma almeno non sono ancora caduta nell'apatia.
Ma alla fine qual è la linea massima dei compromessi che si possono accettare per un progetto al quale tieni con tutto il cuore? E con le situazioni? E con le persone?
Ma è vero che l'amore per una persona si misura dai compromessi che puoi fare per lei? Mmmmm..
Ma forse non si misura invece da quante cose faresti per non perderla?
Allora quanto amavo la mia storia? O sono arrivata a un punto insostenibile per me.
Forse alla fine la questione è sempre là; sentirsi soli, sentirsi non abbastanza, sentirsi stupidi, sentirsi di non poter dare abbastanza. E allora le storie se ne vanno. E allora le persone se ne vanno.
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