Oltre. Oltre. Oltre.
Che bella parola oltre. Andare oltre, guardare oltre, sognare oltre, passare oltre, pensare oltre, oltre tutto... oltre è una parola che sta avanti. Guarda al futuro, già sta lì, ci scivola dalle labbra e prima della seconda sillaba sta già avanti di 100 metri. Oltre. Oltre è una bella parola, che non soffre il tempo, non soffre il dolore, è elegante. Me la immagino come una donna bellissima con un vestito blu da sera a sirena e con dei guanti bianchi. La usiamo troppo poco spesso come parola, dovrebbe essere più presente nelle conversazioni; oltre significa tenerci, significa perdonare, significa crescere, significa scegliere, significa sacrificio e accettazione, significa riconoscere l’umanità negli altri. E tutto ciò ha un che di divino e poco di terreno. Chi ci dà la forza di andare oltre? Nah, non guardate qualcuno lassú. Guardatevi dentro. Non arriverà mai per osmosi la forza di andare avanti. Nessuna fatina, santo o grillo parlante. Non scoperchiate i cassetti della vostra realtà, ma quelli della vostra anima. È tutto così breve per restare chiusi e non guardare oltre. Oltre tutto, oltre l’ orizzonte, oltre.
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