Mi ritrovo a parlare con una tigre. Ma tutto a un che molto meno poetico dei discorsi come nel film della vita di Pi. Gli occhi della tigre peluche davanti a me non sono profondi, ma riflettono la stanza. E io non sono su una barca, ma seduta sul letto, col volto rosso e bagnato, con i crampi allo stomaco e la voce spezzata che rimbomba sopra al rumore del frigorifero.
Mi ritrovo a parlare con una tigre, non per scelta ma perchè mi pare meno deprimente di parlare con un pacchetto di fazzoletti. Neanche lei mi guarda e mi risponde, ma faccio finta che sia così.
Credo che scrivere è stato sempre il mio modo di esternare quello che mi è difficile dire. Io faccio molto la tipa tosta ma in realtà crollo molto facilmente e piango ancora più facilmente. Non riesco a reggere un confronto a voce, sono assolutamente in balia di emozioni irruente, e non è tanto sano, ma finora è stato l'unico modo per proteggermi da un mondo che, per quanto ci provi, trova sempre il modo di farmi male.
Ho sempre pensato che tutti avessero un fuoco che ardesse dentro di loro. Il mio errore non è stato questo che alla fine corrisponde abbastanza, ma è stato quello di pensare di poter aspettarsi qualcosa da quel fuoco. Io ho sempre combattuto per le cose e per le persone. Ho fatto cose orribili, cose pazze, ho accettato compromessi e cose che non mi piacevano pur di passare del tempo con gli altri. Ma non è così per tutti? Non dovrebbe esserlo? Non capisco. Sono io quella sbagliata? Quella che si fa duemila problemi, e che dà il 100 per cento agli altri? Quella che se ti chiede scusa ha capito perchè ti sta chiedendo scusa e non lo fa solo di default, e che se sbaglia può venire sotto casa tua in ginocchio e con un cornetto al cioccolato bianco? La vita è piena di sacrifici per fare cose che vogliamo fare. Perchè spaventa questo? Il dolore.
Il dolore. Anche adesso che piango in una casa vuota riconosco l'importanza del dolore. Non è bello, non è piacevole, non fa stare bene. Ma scappare dal dolore, è scappare dalla vita, ed esige di essere vissuto, e va bene così.
Non capisco che lezione devo imparare. Cos'è che la vita mi ripropone e io non riesco a capire? Devo chiudere i rapporti con il mondo? Devo chiudere il mio cuore e fare finta che non ne abbia uno?
Cosa devo fare per non fare ancora la cosa che odio di più.. sbagliare. Vorrei non sbagliare più. Vorrei non scegliere persone che non vogliono prendersi la responsabilità delle proprie scelte.
Forse sono condannata ad essere come dice woody, una deviazione dell'autostrada della vita per gli altri. Nessuna delle mie amicizie è andata bene. Direi senza eccezioni. L'unico mio amico è inspiegabilmente una persona che ha bisogno di me, ma non so fin quando gli servirò.
Mi sento una maglietta che a un certo punto va troppo stretta. Una matita utile e usata ma da buttare. E non capisco se sparire sia l'unica risposta. Vorrei addormentarmi e non svegliarmi più, perchè ho fallito nelle relazioni umane .
Mi ritrovo a parlare con una tigre, ed è tutto quello che ho.
Nessun commento:
Posta un commento