hey

Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.

sabato 4 aprile 2020

pavesini al cocco

Mi è tornato oggi come un flash l'esatto momento in cui invece di far tutto pur di essere accettata dalle mie perfide compagne di classe delle superiori che mi bullizzavano psicologicamente, ho scelto la strada dello "Sticazzi". C'era un'unica cosa per cui le mie compagne di classe mi guardavano per un momento negli occhi e sembravano non disgustate dalla mia presenza, ed era quando facevo i miei fantasmagorici per quanto stupidi pavesini al cocco. Ci buttavo pomeriggi per farli, e di solito li portavo in classe tipo a natale, prima di pasqua, al mio compleanno, a fine scuola.. Per un paio d'anni ho rispettato sempre le giornate da pavesini al cocco. Quello era l'unico momento in cui mi sentivo parte di una classe, in cui qualche sorriso era rivolto a me, erano veramente frammenti di secondo nei quali non mi facevano sentire sola, ma d'altronde risaltavano tantissimo. Fare quel dolce, era il mio biglietto d'accesso all'accoglienza. Per chi non è mai stato ferocemente emarginato questa storia apparirà pura follia, ma fidatevi se vi dico che siete stati super fortunati a non vivere questo tipo di esperienze. Ci tenevo un sacco, anche se subito dopo mi riguardavano con sdegno. Ed ecco il fatidico momento, quando dovevo compare il materiale per rifare i pavesini al cocco, non mi ricordo perché tipo di cazzo di festa. Pensai un attimo e mi dissi che non mi andava; non mi andava di buttare un pomeriggio per delle persone che mi apprezzavano solo per un istante e per una cosa "utile", non mi andava di dedicare così tanto tempo a delle persone che palesemente non mi avrebbero mai voluto conoscere. E l'angioletto o il diavoletto nella mia testa prontamente dopo la mia prima domanda mi chiese " Ma allora non ti interessa più essere accettata da loro?". Bastardo, pensai. Ma ero abbastanza pronta a questa domanda e dissi: "Si ma sticazzi". Non si può mai dire che non ci interessa essere accettati, sarebbe una follia anche solo da pronunciare, ma a quel punto decisi che non importava essere l'amica top delle superiori, non mi interessava né essere la più trendy né la più figa né la più simpatica, stavo bene da sola, andavo avanti, ma almeno non avrei tradito me stessa autofingendomi che dei pavesini al cocco erano l'inizio della scalata per l'accettazione di sé. STICAZZI. STICAZZI. Non possiamo piacere a tutti, io ho scoperto di piacere davvero a pochi, e sapete che c'è, me lo ripeto, ma va bene così. Non potrebbe essere altrimenti. Gli anni del liceo sono stati molto dolorosi per me, non li auguro a nessuno di stare 5 anni in un cesto con delle serpi. Ma mi hanno insegnato qualcosa: mai barattare un briciolo di se stessi per essere accettati. Manco dei pavesini al cocco. Un prezzo troppo alto/buono da pagare.

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