hey

Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.

martedì 31 marzo 2020

Goodbye Granpa

Non esiste un momento giusto per morire. Non esiste un momento "facile", un momento "opportuno" un momento "logico". è universalmente nota la cosa. Tenendo a mente ciò affrontare un lutto in questo periodo è veramente difficile. Non c'è sensibilità, non c'è contatto, è una granello di sabbia in una spiaggia. I funerali sono per i vivi non per i morti, ma non puoi neanche vederti con chi ha subito la perdita con te. "Condoglianze" si dice, anche se la maggior parte delle persone non si è mai interessata e cinque minuti dopo torneranno a pensare a dove hanno messo il barattolo di sugo nel frigorifero. Già ci si sente soli quando viviamo un lutto, effettivamente lo siamo, nessuno può entrare in quella fragile e personale parte di mondo. Adesso è tutto amplificato, e non sai neanche per chi devi essere forte. A volte semplicemente non lo devi essere. Tanto stai male tutti i giorni da quasi un mese, non si nota neanche così tanto la differenza se rispondi male o non rispondi affatto. Ti chiudi, più di quanto tu non sia già chiusa in casa. Ti chiudi nell'unico posto in cui gli altri non possono ferirti, nei ricordi. Nella malinconia. Nella depressione. E il rischio è caderci in quel buco, ma ora che siamo entrati in un periodo in cui siamo pressoché invisibili, che differenza fa?
L'unica cosa che ci conforta dei lutti, è che dopo questo molto spesso le persone non soffrono più. Fanno soffrire i vivi, perché come ogni volta che accade non si può mai sostituire una persona e colmarne il vuoto. Si impara solo a convivere con ciò che ci ha spezzano nell'anima. Si impara ad esserne fieri.

Un pò di anni fa pensavo che allontanarmi dalle persone che mi avrebbero lasciato presto.. mi avrebbe fatto meno male. Andando avanti ho scoperto che ciò, in un modo o nell'altro non è possibile. Il dolore esige di essere vissuto, senza il dolore, mi spiace dirlo, ma non siamo niente.

è il peggior dolore del mondo, rendersi conto di dover continuare a camminare con un pezzo in meno. Il nostro puzzle è sempre più bucherellato; e tutti quei ricordi dove vive ancora quella persona e dove vivrà per sempre.. non puoi far altro che incorniciarli e metterli bene in vista nelle mensole della tua mente. Nessuno c'era in quei momenti, e nessuno può averli vissuti come li hai vissuti tu.. sono tuoi e basta. Li tengo gelosamente a me.

Sono felice che non soffri più, e non capisco perché non abbiano intensificato la ricerca per far si che i viaggi nel tempo siano reali e non solo fantascienza. Ci sarà sempre un pezzetto di te in me; mi hai insegnato un sacco di cose non dovendolo esplicitare, grazie di aver combattuto per essere diverso, grazie di avermi insegnato la lealtà e di avere la battuta pronta sempre; dubito che una bambina sia stata più fortunata di me.

I tasti sono diventati umidi e mi fermo qua per adesso. 

Ciao nonno. 





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