Avevo 11 anni quando ho aperto questo blog e continua ad essere il mio porto sicuro. Alcuni testi mi aiutano come auto-terapia, altri sono ragionamenti sul mondo. A volte il tuo universo non ha né voglia né simpatia per ascoltarti, soprattutto se sei ipersensibile. Sto ancora capendo se la mia voce debba essere ascoltata, ma per tutti quelli che credono che essere se stessi non sia abbastanza...credetemi. Lo è. Scegliete voi. E credete nella magia.
hey
Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.
lunedì 9 dicembre 2019
Sbucciarsi le ginocchia
Sono sempre stata una frana in matematica. Al liceo ripetevo sempre che la matematica non era una materia per tutti. Indipendentemente che sembra una frase un pò da paraculi, in realtà continua ad essere abbastanza veritiera. I professori di matematica mi odiavano, perché nelle loro lezioni le uniche frasi che uscivano dalla mia bocca erano " ma perché? perché cosi? perché non così? non capisco". E poi prendevo sei, il tipo di logica ( giusta eh, è di quell'invenzione che regge i tetti delle cose chiamata matematica) non mi andava proprio giù; il prendere una realtà come assoluta mi suonava strana.Andando avanti nella mia vita, ricorre spesso il fatto che per me sia difficile accettare che esista una sola verità, un solo modo di pensare, una sola direzione. Ho sempre pensato di essere un pò " rivoluzionaria", per certi versi, che va contro al mio stile di vita alquanto metodico e organizzato, anche anarchica. Il mio apprendimento per le regole è abbastanza rapido, ed è proprio quando le conosco bene che cerco di più; come nella matematica, cerco il perché. Non riesco ad accettare il fatto che ci sia un unico verso per mettere a posto le cose. Ho "bisticciato" con uno dei più grandi produttori italiani proprio su questa cosa la settimana scorsa, e come al solito mi sono sentita come la povera pazza che verrà compresa solo post mortem. forse. Voglio vedere aldilà. Ho bisogno di sapere che c'è un'altra strada, anche un sentiero poco percorso per arrivare alle cose. OK, se vogliamo fare come fanno tutti, ma è estremamente noioso. Io voglio sbatterci il muso, voglio farmi venire un'onda in faccia, voglio sbagliare, e crescere con le mie scelte, sbagliate o giuste che siano. Le verità degli altri sono interessanti da sentire ma non mi interessano, o meglio, non voglio che siano le mie. Quando stavo con il mio ex, lui più grande di un bel paio d'anni, mi faceva un botto di lezioni di vita: "non bere troppo che poi vomiti! non fumare che fa male!". So che erano frase istintive che dicono gli altri per protezione, ma la verità è che le cose non le impari se non le sperimenti. Solo dopo aver vomitato ho capito quanto bere troppo non porti da nessuna parte ( soprattutto per come stai dopo), non perché te lo dice qualcuno, ma perché capita a te. Tutto assume più valore, è tutto più conquistato. Io voglio vivere tutto; cose belle, brutte, voglio scommettere, cadere, vincere, gioire, piangere, ridere, meravigliarmi. Non voglio stare ferma sulle convinzioni che qualcun altro ha costruito prima di me e con mezzi diversi dai miei. Non voglio scorciatoie o cose che funzionano. voglio sbucciarmi le ginocchia e non avere le ginocchiere. Essere libera di seguire una logica sbagliata. E poi,, ho 22 anni porca miseria, datemi qualche anno di folle anarchia. Fatemi sognare in una realtà così esaltante, che vada OLTRE. Non sono una tipa che ha molto le mezze misure, e forse ho qualche rotella fuori posto. O forse la scintilla di follia che ognuno ha, io la esprimo così. Al momento, non voglio perderla.
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