Chiunque mi conosce bene, sa che io tengo molto, agli attimi felici.
Ho iniziato a collezionarli quando avevo 14 o 15 anni. Si tratta di quegli attimi di immensa felicità dove senti che tutto il mondo può stare fuori, sono quegli attimi in cui sentì di valere qualcosa e che stai sul pianeta giusto. Li riconosci subito! Sono quegli attimi dove ti trema quasi L anima. Gli attimi felici sono intorno a noi, a volte non riguardano noi, ma il mondo, le persone. Ci può essere una bambina che da la mano ad una vecchietta, o un signore che si ferma in un bar solo per salutare. Sono quelle cose forse che ritornano un po’ all’umanità, che fanno un po’ fuori dalle righe e ti fanno sentire vivo.
Nel tempo ne ho collezionati davvero davvero tanti, e mi piace rileggerli spesso, nei momenti molto tristi sono stati un’ancora di salvezza. Potrei stare ore a parlare dei miei beneamati attimi felici, ma per evitare di passare per completamente pazza, andrò avanti col pensiero che mi ha spinto a iniziare questo post.
Ieri ne ho trovato un’altro, uno proprio bello. E riguarda la mia famiglia; io non ho un rapporto spettacolare coi miei, sicuramente l’ ho presa un po’ meglio questa vacanza di altre volte, ma il rapporto è quello che é. Troppe cose mi hanno ferito in passato, tant è che non sono mai entrati nei miei attimi felici.
Invece ieri, dopo 22 anni 7 mesi e 6 giorni, è successo, in un luogo molto poco romantico che è il Mc Donald’s. Tutti sanno che sono una fan del mc, ma non tanto per i motivi che tutti possono intuire. Era una “ tradizione familiare” andare almc ogni domenica a cena quando ero piccola. Era un momento felice, perché vedevo papà, e mangiavamo cose bambinesche. Era una tradizione buffa è forse anche poco sana ma era la nostra quando eravamo piccoli. Il mc mi ricorda quell’abbraccio.
Ieri stavamo a una città che sembra un supereroe cattivo, Sebelik, e siamo andati per praticità a mangiare al Mc. Stavamo al tavolo e mamma, come al solito si era sporcata la maglietta, allora era andata in bagno per bagnare la macchia.
È tornata con la maglia praticamente zuppa, mio fratello appena L ha vista è scoppiato in una risata. Con io e papà al seguito, e anche mamma , siamo stati una 20ina di secondi a ridere, di una cavolata, in un tavolo del mc vicino alla vetrata, fino alle lacrime. Nel mio cuore terrò sempre tantissimo a questo ricordo, a questo attimo di felicità. Non perché era perfetto, macché, ma era vero, era mio, era nostro.
Gli attimi felici non sono quelli in barca o su un lettino a Malibu, ma sono quelli che riguardano le persone che amiamo. Sono i momenti per cui potresti combattere; non che cancellino le cose negative che ci sono state, anzi forse quelle gli conferiscono ancora più valore.
Abbiate cura di quello che avete, la felicità spesso sta proprio lì, vi basta afferrarla.
<3
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