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Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.

domenica 25 agosto 2019

Marvel e papà

Mio papà è quel genere di persona che ti insegna più con i gesti che con le parole. L’ha sempre fatto. Uno dei primi ricordi è quando alla mia festa di 10 anni a tema Harry potter, dovevo rispondere a una domanda fondamentale che avrebbe segnato la vincita o la perdita della mia squadra. Io ho guardato papà e lui me L ha suggerita. Mi sono fidata, e abbiamo vinto. Papà non è il tipo che fa trapelare le emozioni, su questo siamo molto simili. Anche se è molto triste, cerca di non farlo pesare sugli altri. Mio papà quando ero piccola non ricordo ci fosse a tutte tutte le cose di scuola, ma non mancava mai nelle cose veramente importanti. Il mio modo per dire a papà che gli voglio bene è stato dare sempre il meglio di me e dargli delle soddisfazioni. Ai miei spettacoli di teatro raramente mi diceva brava, e io aspettavo molto il suo commento, ma quando ha cominciato a darmi qualche pacca sulla spalla mi sentivo jack nicholson. A papá non sono mai servite troppe parole; su un palco una volta avevo voluto cantare una canzone che non sapevo suonare benissimo, quando sono scesa papà non applaudiva come gli altri ma mi disse “ non ti svalutare”. Poche parole, che mi hanno dato tutto. Mi ha insegnato il valore delle cose, il fatto di spendere per ciò che amiamo e se ne vale la pena, di come monitorare i piatti della bilancia. Si è messo dalla mia parte a Baugiano, ha ascoltato le mie parole. Ha anche riso con me, ha assecondato le mie manie. Mi ha comprato un paio di converse originali e mi  ha detto “ qui comunque ci puoi scrivere sopra”, per farmi buttare quelle che avevo tute scritto e comprato sulla bancarella. Mi ha insegnato il valore dello stare insieme e delle piccole cose. Oggi mi sono ricordata di un episodio brutto, di quando hanno rubato il portafogli a papà mentre stava tirando una palla al bowling. Papà era disperato, io non ricordo quanti anni avessi ma siamo stati parte della serata tra i commissariati. C era una cosa che papà diceva per la quale era super dispiaciuto. Era una carta dei pokemon, con un armadillo giallo gigante, che gli avevamo dato io e Mattia. Dopo aver bloccato i documenti e tutto, disse che sperava che lo ritrovassero per riprendere quella carta.  Il valore di un regalo, anche se stupido, anche se per il mondo insignificante. Sarà che io e papà siamo molto simili, ma sento forte la sua sensibilità e non lo ringrazierò mai abbastanza per la vita che mi ha donato, e mai L accenno a negarmi qualcosa o a dirmi “ forse non ce la fai”.

Semmai diventassi una produttrice della Marvel, vorrò fare un film su un eroe davvero cazzuto,tu.

Non te lo dimostrerò mai abbastanza e non te lo dirò mai, ma ti amo tantissimo, papà.

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