hey

Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.

domenica 8 settembre 2019

Navigare nel mare al buio

"C'è qualcosa di amaramente simpatico nella monotonia. Sapere cosa ci aspetta ci dà un amaro senso di tranquillità, un presagio di fiera consapevolezza anche se il retrogusto sa di antico. E così, noi continuiamo a frequentare gli stessi bar, a incontrarci con gli stessi amici, a parlare delle stesse cose... ci sediamo su una panchina e guardiamo la vita che ci scorre davanti, l'ammiriamo da lontano, come uno yacht nel mare... così in silenzio. Niente scali, niente ormeggi, niente tempeste, niente virate, Fermi come lucertole al sole, impauriti, bloccati, imperfetti, soli, aspettiamo che passi la tempesta, o anche quell'onda che ci disturba perchè non avevamo calcolato.. Abbiamo paura di cambiare. Di non sapere come comportarci. Andare in acque inesplorate. Un pò più lontani del solito. Un pò più verso l'orizzonte, verso la meravigliosa linea dell'eterna possibilità."


è sempre parecchio interessante ritrovare e rileggere delle cose scritte da me su degli stralci di pagina, in dei pezzi strappati di fogli che non sono nel fondo del secchio per miracolo. A volte leggo delle cose e sorrido pensando a quanto le persone crescono e si evolvono. Altre volte rileggo la me di anni fa e la trovo cosi impaurita, la trovo cosi uguale a me. é sempre bello vedersi un pò dentro.. io sono stata sempre un pò predisposta a buttarmi in quell'infinito oblio del mio inconscio, e sono così abituata a navigare nel mare al buio che ormai non ci faccio più caso. Credo che le domande che mi tormentavano anni fa sono quasi le stesse che mi tormentano adesso, ma credo che sia normale, cioè alla fine chissa se anche un uomo al culmine della propria vita ha trovato più risposte di me. Sicuramente si va avanti a consapevolezze. Le consapevolezze a volte, la maggior parte, arrivano dai tuoi sbagli e Dio solo sa quanti ne ho fatti. Ma, oggi, che il computer mi fa un pò da schermo e sembro un pò presa da una bellissima e dannata voglia di scrivere, mi guardo, e penso di non essere poi così tanto male come voglio farmi credere. Almeno dentro. E ringrazio questi stralci di vita che ogni tanto ritornano che mi ricordano che voler cercare di descrivere la superficie dei meandri della psiche umana ed essere profondi, tanto dal respirare l'adrenalina e la paura dell'oblio.. è una caratteristica che è più un dono che un fardello. Ma qui lo dico e qui lo nego. Ma un giorno, cara giulia del futuro, forse, ma forse, riuscirai a perdonarti. Finalmente.

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