Ciao,
Ti scrivo anche se non ci sentiamo da un po’. Mi sembrava giusto così. A volte è più semplice parlare con qualcuno di “estraneo” o distante dalla tua vita, che ironicamente a volte sono quelli che ti stanno più intorno. Forse parlare con un estraneo ti toglie più inibizioni,forse ci fa sentire più protetti.
Guardo il mondo, sai, e mi sembra come se solo io lo vedessi così. Sento tutto, soprattutto le cose che non si dicono. Le smorfie della gente, i loro momenti di sconforto e di rottura.. sento lo scricchiolio delle cose che non vanno, dalle grandi alle piccole tragedie, sento la pesantezza di un mondo che ogni giorno mette in mostra più cose brutte che belle. È tutto così dannatamente pesante e mi sento sola, sola nella mia bolla di sensibilità nel sentire tutto, ma proprio tutto. Non credo di essere speciale, credo solo di essere diversa.
Finché ho molto da fare va tutto bene. Cioè, non va tutto bene, ma non va neanche tutto male. Insomma, sosto in quel limbo di calma prima delle tempesta, in quei secondi che precedono uno sparo, una schiacciata di pallavolo, uno schiaffo. In quel frangente, in quei nani secondi lì. La gente mi guarda e dice che sono “ L allegria in persona” o “ la pace in persona” e si mette a ridere, e lo faccio anche io a denti stretti. Si, forse sembro così. Ma la verità è che quando dicono ciò, vorrei urlare “Ehi, lo faccio per voi, io non sono così, io non sto così veramente anche io sono triste”.
È difficile pensare per me che non ci sarà mai nessuno che potrà capirti al 100%. Si, qualche onda la prenderanno.. ma sarà sempre acqua. Nessuno andrà nella tempesta e negli abissi.. chi glielo fa fare? Quale ragazzo, fidanzato amico.. potrebbe stare tutto il tempo appresso alla tua patetica vita? Per favore.. per ognuno è così. Solo tu riuscivi a capirmi. Solo tu riuscivi ad andare indietro al mio affollatissimo cervello, a tenere il passo dei miei pensieri.
Ma la vita va avanti e tu non ci sei più . Bisogna imparare ad essere soli, a stare soli, e a sorridere un po’ stando con gli altri. Abbiamo poco tempo a disposizione. È L unico modo per sentirci un po’ meno merde è quello di aiutare gli altri, nella loro piccola e sfiduciata battaglia contro e stessi. Siamo tutti degli abissi meravigliosi, che soffrono un po’ di vertigini a guardare negli altri. Tutti più o meno complicato. Ma tutti imperfetti, rigorosamente
Avevo 11 anni quando ho aperto questo blog e continua ad essere il mio porto sicuro. Alcuni testi mi aiutano come auto-terapia, altri sono ragionamenti sul mondo. A volte il tuo universo non ha né voglia né simpatia per ascoltarti, soprattutto se sei ipersensibile. Sto ancora capendo se la mia voce debba essere ascoltata, ma per tutti quelli che credono che essere se stessi non sia abbastanza...credetemi. Lo è. Scegliete voi. E credete nella magia.
hey
Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.
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Ciao!
RispondiEliminaè da un pò che mi son imbattuto in questo nuovo blog e che dire... Sicuramente questi testi sono veri e puri!
Non è che la creazione della felicità è in se stessa la felicità?
Persone come te che cercano sempre "gli attimi" e lo stare bene rendono il mondo un posto migliore. A volte è dura, ma fidati, ne vale la pena perché magari per alcune persone vederti sorridere rende la loro giornata più bella :)
Keep Fighting, Giulia!
Non ti abbattere, devi essere più forti di loro (persone ciniche e senza sensibilità).
Un abbraccio da un lettore appassionato