Avevo 11 anni quando ho aperto questo blog e continua ad essere il mio porto sicuro. Alcuni testi mi aiutano come auto-terapia, altri sono ragionamenti sul mondo. A volte il tuo universo non ha né voglia né simpatia per ascoltarti, soprattutto se sei ipersensibile. Sto ancora capendo se la mia voce debba essere ascoltata, ma per tutti quelli che credono che essere se stessi non sia abbastanza...credetemi. Lo è. Scegliete voi. E credete nella magia.
hey
Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.
domenica 1 novembre 2015
Un tempo più lungo di un attimo
Sapete il mio problema? Io ho sempre inconsciamente creduto nell'esistenza della propria anima gemella. Di quella persona che " oplà!" ai tuoi occhi è perfetta: stelle negli occhi, un leggero vento ti scompiglia i capelli ma lui ti guarda come se in te ci fosse davvero qualcosa di bello. Un quadretto smielato, perfetto e.. Irreale. Ho sempre creduto in quello scambio di particelle con uno sconosciuto che ha tutte le carattarestiche per essere la tua metà. Ho sempre voluto credere che, ognuno di noi, in una parte della nostra vita, abbia la possibilità di conoscere al primo sguardo tutto ciò che vale la pena in una sola persona. Ho sempre creduto in quell'attimo di estrema e super naturale felicità anche se.. Ora mi accorgo che ho pensato sempre strano. E quell'attimo è un' idea inculcata dai film e i romanzi rosa. Come tra Lizzie e Darcy.. O Jane e Lefroy.. Come tra Tom Cruise e Emily Blunt in " The edge of tomorrow"...come tutte le coppie che non si innamorano così a buffo, a random, ma che si vedono, e si rivedono e gli capitano cose.. Un tempo più lungo di un attimo. Io invece perdo subito la pazienza, e se passa quell'attimo in maniera normale, mi dico che quella non era la persona giusta dopotutto, perché non è successo niente. Paradossalmente nella vita quotidiana, do sempre molte opportunità alle persone.. Ma non do alle persone L opportunità di dimostrarsi diversi e anche migliori di come la mia mente li ha dipinti. Chiamatela voglia di avere tutto sotto controllo, come volete. Forse è solo il fatto che ho paura, una paura tremenda di far entrare la gente nella mia vita, che possano diventare una mia abitudine; forse ho paura di amare e anche di soffrire. Tanto vale avere paura della vita, no? Quanta forza ha il nostro pensiero, quanto ascendente ha su di noi. Siamo solo cervelli che camminano, e i cervelli decidono tutto. Siamo al loro servizio, dobbiamo piegarci al loro volere. Come possiamo definirci liberi se siamo ingabbiati nella nostra testa? Come possiamo vincere la battaglia contro i nostri pensieri? Come possiamo riuscire a vivere come vorremmo, prima di morire?
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