hey

Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.

venerdì 9 ottobre 2015

Tappabuchi

Quando giochiamo a Burraco o Scala Quaranta, sembra quasi una benedizione quando ci capita un jolly, una figura che vale sempre ovunque la si mette; che va bene, che puoi buttarla in mezzo, un jolly. Provando ad immedesimarci, la vita del jolly non deve essere per niente Wow. Perché puoi stare dappertutto, ma nessun luogo ti appartiene veramente. Mi sono fermata un attimo a pensare riguardo al filo conduttore delle persone. Le persone appartengono a delle categorie e hanno delle personalitá ben definite e fanno cose inerenti al campo semantico di cui fanno parte. Esempio; se a un ragazzo piace il calcio, seguirà le partite, andrà allo stadio, giocherà alla play, amerá socializzare e non stare solo. Se un ragazzo é un nerd, sarà appassionato di computer, videogiochi, mondi soprannaturali, fumetti, tecnologie, scienze e studierà molto per colmare le sue mancanze in ambito umano. Insomma, non avrei mai creduto di farlo ma, la cosa si può sintetizzare nella formula che trovate nella foto. ( Dio della matematica perdonami per le cavolate che dico, Platone tranquillo non ho intenzione di entrare nella tua accademia. Sei salvo.) Insomma, ognuno fa, nella norma, ciò che è suo stile fare, anche se c'é una minima probabilitá di divergere dal nostro filo conduttore. Ma, io sono essenzialmente, l'eccezione di tutta questa operazione e, se fosse per me, non andrebbe a buon fine la mia innata carriera di nuova formulartrice di teorie matematiche. Vedete, perché io non appartengo a nessun filo conduttore, il mio campo semantico è così vasto che i confini sono quasi sfumati e sbiaditi. Nuancé, dicono i francesi. Cercheró di farvi capire la mia situazione, cosí da rendere ovvio la mia "posizione" a chi, fortunatamente, nella scorsa vita non ha bruciato la macchina a Fortuna e non mi ha conosciuto; mi piace il calcio, giocarlo e andare allo stadio. Amo leggere libri e immergermi in altri mondi. Faccio teatro. Mi appassionano le armi e il tiro con l'arco. Mi piace conoscere. Gioco a Gta per scaricare i nervi ahahah. E via dicendo. Non c'é un filo conduttore che tenga. Per me. Le cose che faccio sono così sconclusionate che il campo semantico per me da definire sarebbe davvero assurdo.  Sono un jolly. Vado bene dappertutto, perché dovunque mi  metti non vado male male. E da fuori, essere il jolly non sembra neanche tanto brutto. Ma... Credetemi. Non é figo non  avere un posto davvero tuo, non sentirti davvero a casa, spiritualmente. A volte la cosa mi rende triste. Perché si, é divertente essere il tappabuchi della situazione e salvare le cose. Ma, no. Non é divertente fare tutto e non appartenere a niente. C' é chi la chiama libertà. Ma, non lo é. É una prigione.

Nessun commento:

Posta un commento