hey

Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.

martedì 8 settembre 2015

Nuovo finale per Guglielmo

"Attento a cosa desideri. Molto spesso non sappiamo noi stessi cosa è meglio per noi. Addio Guglielmo, non cedere mai." Guglielmo era stupefatto  e cominció a pensare tutti i giorni al desiderio. Non voleva semplicemente usarlo per sè. Voleva un desiderio che aiutasse tutti. Era pensieroso. Cercava il modo migliore per rendere tutti felici. Poi l'idea arrivo. Utilizzó alcuni dei suoi petali per mandare degli inviti alle bestioline del sottobosco per una festa la sera di venerdì. Parló con i suoi fratelli, stavolta mantenendo il sorriso, e loro si sentirono tremendamente in imbarazzo. "In fondo ( pensó Guglielmo) se la prendono con me perché si sentono soli e non stanno bene con loro stessi". Invitó anche loro venerdì sera. Il giovedì sera, espresse il suo desiderio, discutibile per molti. Un paio di mani. Era tutto quello che gli serviva per preparare la serata. Costruì una piattaforma a metà altezza, delle scalette per le bestioline. Delle sedie per i girasoli più alti. Lavoró tutto il giorno; era esausto, ma eccitatissimo per la serata. Fece lui le decorazioni, ingaggio delle lucciole per l'illluminazione, tovaglie, bicchieri. Da tutto perfetto. Venerdì, arrivó l ora della festa.Tutti erano sbigottiti mentre Guglielmo gli accoglieva con un' espressione che si poteva semplificare in " Ta daaaan". Era così orgoglioso del suo lavoro. Ad alcuni non andava bene  ma pazienza. Inizió la festa e piano piano, gli invitati si scaldarono e cominciarono a fare amicizia. Guglielmo si era allontanato e ammirava da lontano la straordinarietà del momento: i suoi amici che ridevano, girasoli e cicale che cantavano mezzi ubriachi, formiche che imparavano a suonare la chitarra, le lumache si scatenavano in pista e persino i sassi ridevano. Era la felicità. " E così ce l hai fatta". La voce proveniva da dietro. Il caro bruco. Come dimenticarlo? " sera signor bruco sta bene?". " Tutto apposto. Ho visto che hai usato il tuo desiderio..." "Sii" a Guglielmo brillavano gli occhi. " è questo che ti serviva per essere felice? Renderti utile?". "Signor bruco ho una domanda.. Perché me? Perché quel desiderio a me?" " Perché nessuno avrebbe fatto una cosa così. Perché  hanno tutti bisogno di te: delle tue idee, della tua semplicità. A volte la gente come te si scorda quanto può essere importante, è bene ricordarglielo. Ti ho dato una possibilità. Ciao!" E scappó via. " Signor bruco mi spieghi! Signor bruco!" Ma era troppo tardi. Passarono mesi e tutti parlavano ancora della grandiosa festa organizzata da Guglielmo. E i suoi fratelli lo accettavano anche così. Non era felice il girasole. Ma, stava alla grande. Un giorno di maggio passó una falce e taglió tutti i girasoli. Ma Guglielmo stava bene; salutava le bestioline, stava insieme ai suoi fratelli e rideva. Era una bella fine. Dalla sera della festa aveva pensato alle ultime parole del bruco ma, non si era ancora riuscito a spiegare tutto. Ma, ora si, riusciva a capire. Le sue labbra sfociarono nel sorriso più luminoso del mondo...il bruco gli aveva dato una possibilità semplice e meravigliosa allo stesso tempo: la possibilità di vivere prima di morire. 

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