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Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.

sabato 5 settembre 2015

Concerto di maracas

Sono sempre stata affascinata dalle tempeste. Non tanto dalla pioggia, quanto quel momento di incerta placiditá nel quale i tuoni irrompono spezzando il silenzio dopo un lampo che squarcia il cielo; il tempo che intercorre tra i due, quella strana calma che avvolge il tutto, quegli attimi di irrefrenabile attesa che quasi ti invitano a restare, che ti sussurrano che tutto può accadere.. Sono qualcosa di estremamente attraente e adrenalinaco. Ci pensate mai? In quel momento di attesa tutti sappiamo cosa sta per succedere. Lampo. Pausa. Tuono. La successione é quella. Eppure, ci ritroviamo a trattenere il fiato dopo un lampo, anche se ci sará un tuono, lo sappiamo. Ma, é come se non lo dessimo per scontato. Come se restassimo aperti alla straordinarietà del tutto, aperti a tutte le possibilità. Non ci aspettiamo nulla. E per questo, non rimaniamo mai delusi. Dopo un po si impara a non aspettarsi nulla, così anche tutto assume un significato, così che tutto sembri una sorpresa incredibile, un dono. Gandhi diceva che ci sono due modi di vivere la propria vita; pensare che tutto sia un miracolo, o pensare che niente sia un miracolo. Il mondo segue la seconda, perché la società è materialista fino al'osso e danno tutto per scontato, soldi, persone, viaggi... Tutto. E la gente non muove più le chi appetite e non si stupisce piú di nulla. Io provo e riesco s volte a pensare che tutto sia un miracolo, a non aspettarmi sempre che succeda "l'ovvio". Perché molto spesso, essere aperti di mente a qualsiasi eventualità ci rende più rapidi nel trovare una soluzione e più svegli. Non si chiama pessimismo. Si chiama essere "possibilistici". Se può accadere, bisogna metterlo in conto. Perché non potrebbe succedere qualcosa di alternamente imprevedibile? Perché in un pacco di spaghetti non si potrebbe trovare una matita rossa? La metterei come legge! Obbligherei le case pastificie a mettere queste tipo di cose, per risvegliare un po' il cervello umano. Bisogna essere sempre aperti a tutto. Invece noi ci aspettiamo sempre l ovvio, lo scontato. Ci aspettiamo che dopo un fulmine ci sia un tuono. Non un concerto di maracas. Ma, nessuno ci pensa. Eppure in quell eterea attesa noi, é come lo sperassimo! É come se sperassimo che qualcosa smuovi la nostra quotidianetà. Perché diciamolo, l ovvietá, le cose, le persone scontate, stufano. Annoiano. Tutti sappiamo cosa succede dopo un lampo. Prevedibile. Ma... Non ci chiudiamo. Perché proprio quando non te l' aspetti potrebbe succedere l' impossibile. Potrebbe sbalordirci; lampo, pausa, concerto di maracas.

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