Avevo 11 anni quando ho aperto questo blog e continua ad essere il mio porto sicuro. Alcuni testi mi aiutano come auto-terapia, altri sono ragionamenti sul mondo. A volte il tuo universo non ha né voglia né simpatia per ascoltarti, soprattutto se sei ipersensibile. Sto ancora capendo se la mia voce debba essere ascoltata, ma per tutti quelli che credono che essere se stessi non sia abbastanza...credetemi. Lo è. Scegliete voi. E credete nella magia.
hey
Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.
sabato 29 agosto 2015
E MO?
Ci sono volte che bisogna riordinare la propria cameretta. Mio malgrado, va detto ció. Quando mia madre arriva al culmine della sopportazione e anche mio fratello ( angelo e martire costretto a sopportarmi condividendo la stanza con me) fa notare la sua disapprovazione, per poter continuare a vivere in casa mia la mia meravigliosa e incasinatissima adolescenza, devo mettere a posto. Ma, ogni volta che arrivo davanti alla mia discutibilmente ordinata scrivania mi blocco. E la prima cosa che mi viene in mente é: " E mo? Che faccio? Da dove inizio?". Vuoto. Solo vuoto in testa. La domanda avvolge il mio corpo in una morsa imperturbabile e mi circonda. Ma, io mi ribello! Io...io.io..! Io provo a prendere un calzino e lo metto a posto, raccolgo le matite per terra, provo a piegare una maglietta! Le mie labbra sfociano in un sorriso come per dire " A AAA te l ho fatta! Visto che so cosa fare?". Ma, come spesso capita, quando le persone sono convinte di qualcosa, succede tutt'altro o anche l'inverso di quello che pensavano. Così il vuoto, il quale evidentemente ha il sonno leggero e torna subito appena dici che se ne é andato, torna a circondarmi e a pervadere la mia mente. " e mo?" Tornano le parole in mente. Non so davvero dove mettere le mani. Vi sarà mai capitato anche a voi no? Di avere così tanto materiale da sbrogliare, così tante cose da dire, così tanto da sistemare da non riuscire, lì al momento, a decidere da dove iniziare. È così, come quando stiamo davanti alla scrivania la prima domanda che si fa largo tra i tuoi pensieri e vince su tutto il resto, sono tre lettere che ci fanno sentire come quando saliamo su un albero troppo alto e non sappiamo come scendere. A volte mi sento così: con una marea di cose da fare, situazioni da risolvere, parole da digerire,lavoro su di me da fare e non saper da dove iniziare a sbrogliare la matassa, cosa mettere apposto. L'inizio. Il problema è solo l'inizio. E quelle cose da fare appaiono talmente grandi e incombenti, come montagne invalicabili. Il vuoto ti annienta, ti fa rimanere sopraffatto per qualche momento, ti rende vulnerabile. Ti disarma. Ti spoglia delle tue certezze. È una guerra silenziosa signori, tra te e il vuoto. Tra l'accidia e la forza di volontà. Tra te e una forza più forte di te. Ma, come quando fai una sfida a braccio di ferro con un tizio più forte di te, la cosa da fare è stringere i denti e fare stancare la sua forza, abbassarlo al tuo livello. Bisogna stancare il vuoto dentro di noi, bisogna dargli filo da torcere. Bisogna che sia lui che esterrefatto dica: " E MO?"
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