hey

Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.

sabato 29 agosto 2015

E MO?

Ci sono volte che bisogna riordinare la propria cameretta. Mio malgrado, va detto ció. Quando mia madre arriva al culmine della sopportazione e anche mio fratello ( angelo e martire costretto a sopportarmi condividendo la stanza con me) fa notare la sua disapprovazione, per poter continuare a vivere in casa mia  la mia meravigliosa e incasinatissima adolescenza, devo mettere a posto. Ma, ogni volta che arrivo davanti alla mia discutibilmente ordinata scrivania mi blocco. E la prima cosa che mi viene in mente é: " E mo? Che faccio? Da dove inizio?". Vuoto. Solo vuoto in testa. La domanda avvolge il mio corpo in una morsa imperturbabile  e mi circonda. Ma, io mi ribello! Io...io.io..! Io provo a prendere un calzino e lo metto a posto, raccolgo le matite per terra, provo a piegare una maglietta! Le mie labbra sfociano in un sorriso come per dire " A AAA te l ho fatta! Visto che so cosa fare?".  Ma, come spesso capita, quando le persone sono convinte di qualcosa, succede tutt'altro o anche l'inverso di quello che pensavano. Così il vuoto, il quale evidentemente ha il sonno leggero e torna subito appena dici che se ne é andato, torna a circondarmi e a pervadere la mia mente. " e mo?" Tornano le parole in mente. Non so davvero dove mettere le mani. Vi sarà mai capitato anche a voi no? Di avere così tanto materiale da sbrogliare, così tante cose da dire, così tanto da sistemare da non riuscire, lì al momento, a decidere da dove iniziare.  È così, come quando stiamo davanti alla scrivania la prima domanda che si fa largo tra i tuoi pensieri e vince su tutto il resto, sono tre lettere che ci fanno sentire come quando saliamo su un albero troppo alto e non sappiamo come scendere.  A volte mi sento così: con una marea di cose da fare, situazioni da risolvere, parole da digerire,lavoro su di me da fare e non saper da dove iniziare a sbrogliare la matassa, cosa mettere apposto. L'inizio. Il problema è solo l'inizio. E quelle cose da fare appaiono talmente grandi e incombenti, come montagne invalicabili. Il vuoto ti annienta, ti fa rimanere sopraffatto per qualche momento, ti rende vulnerabile. Ti disarma. Ti spoglia delle tue certezze. È una guerra silenziosa signori, tra te e il vuoto. Tra l'accidia e la forza di volontà. Tra te e una forza più forte di te. Ma, come quando fai una sfida a braccio di ferro con un tizio più forte di te, la cosa da fare è stringere i denti e fare stancare la sua forza, abbassarlo al tuo livello. Bisogna stancare il vuoto dentro di noi, bisogna dargli filo da torcere. Bisogna che sia lui che esterrefatto dica: " E MO?"

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