Trascrivo la lettera che tra poco metteró sul muro di Giulietta a Verona:
"Cara Giulietta, anche io mi chiamo come te. Giusto per info. Probabilmente non sei esistita. Probabilmente neanche l'uomo che ha scritto di te è esistito. E questo luogo non è niente piu di quel che si vede. Eppure tanti ragazzi vengono da te, tante persone ti scrivono... Forse perchè la gente ha bisogno di speranza. Ha bisogno di credete che qualcosa di difficile e impossibile sia possibile. E l'amore...eh.. Il vero amore è difficile. D'altronde,chi meglio di te può saperlo? Tu che sei morta per amore? Se un giorno ti andasse, cosí a tempo perso, di esprimere qualche desiderio su questi foglietti, credo io sarei un numero troppo lungo da pronunciare, perciò ti scrivo giusto perchè, in fondo, tutte le ragazze sono delle romanticone. Non ti chiedo di farmi incontrare il mio prossimo fidanzato o l'uomo della mia vita. Devo prima sistemare alcune cose, e poi io sono l'artefice delle mie scelte. Vorrei chiederti se posso... Di darmi la forza di amare. Quella forza che tu mi hai insegnato bevendo il finto veleno per fingerti morta... La forza di amare. Riamare e amare di nuovo. Di riprovarci, fidarmi di buttarmi. Come ogni ragazza, ho sempre sognato incontrato qualcuno di cui essere follemente innamorata. Magari non si chiamerá Romeo. Magari non mi dirá cose bellissime con i termini shakespeariani che mi fanno impazzire. Ma, ti prego, non farmi innamorare di un pupazzo di neve che si scioglierá al primo raggio di sole. Non farmi innamorare di chi non mi accetta a 360°, di chi è impossibile. Anzi, visto l'andazzo, ti prego Giulietta, non farmi essere stupida e vulnerabile. Non farmi piú innamorare.
Ti voglio bene
Giulia
Avevo 11 anni quando ho aperto questo blog e continua ad essere il mio porto sicuro. Alcuni testi mi aiutano come auto-terapia, altri sono ragionamenti sul mondo. A volte il tuo universo non ha né voglia né simpatia per ascoltarti, soprattutto se sei ipersensibile. Sto ancora capendo se la mia voce debba essere ascoltata, ma per tutti quelli che credono che essere se stessi non sia abbastanza...credetemi. Lo è. Scegliete voi. E credete nella magia.
hey
Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.
lunedì 29 dicembre 2014
Cara Giulietta
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