hey

Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.

venerdì 31 ottobre 2014

imperfetta pallina

Non è mai capitato anche a voi di sentirsi persi? Di dirsi “ e mo che faccio” ? Di non sapere cosa fare nella tua vita? Io da quando sono piccola sono sempre stata bravina in tutto. Bravina a giocare a calcio, bravina a giocare a pallavolo, bravina a scuola, bravina a parlare, bravina a scrivere. Non ho mai eccelso in qualcosa. Non sono mai stata eccezionale, straordinaria, unica nel teatro come anche nella vita. Non ho un talento, sono bravina in tutto, un po’ come dire non esserlo in niente. Eppure a volte mi piacerebbe essere brava, brillante, bravissima in qualcosa. Anche in una piccola, in una leggera sfumatura di una cosa quotidiana. Perché così, spesso, mi sento inutile. Non posso fare a meno di pensare che essere  capaci in qualcosa, non implica che tu sia anche bravo a farla. E in questo modo, sono capace in tutto ma, non sento di essere brava in niente. Non cerco l’approvazione degli altri, cerco l’approvazione di me stessa. Con una tenue speranza, aspetto il giorno in cui potrò sbracarmi sul divano e dire: “woww allora si che so fare bene qualcosa!”. In questi momenti, penso ai grandi geni del passato… Pirandello, Van Gogh, Einstein, Leonardo Da Vinci, Galileo, Dante… Sono tutti così straordinari, tutti palesemente portati in qualcosa! Sono invidiosa ecco. Mi sento come un treno che viaggia senza rotaie; va sempre dritto ma, corre un po’ a caso perché non sa cosa fare realmente, dove appoggiarsi. Mi sento in mano ad un burattinaio che si è andato a prendere un caffè e si è scordato di me, la toppa che la mamma cuce sui pantaloni dei suoi figli, l’imperfetta pallina di un flipper che si blocca in continuazione e con cui nessuno gioca più.

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