hey

Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.

mercoledì 15 ottobre 2025

Nicola mi ha regalato questa meraviglia su di me

 C’era una volta una ragazza di nome Giulia che lavorava in un posto dove le persone parlavano tanto, ma ascoltavano poco.

Lei invece parlava piano, osservava, capiva. Non faceva rumore, ma c’era. Sempre.


A volte sentiva gli sguardi degli altri pesare più delle parole. Come se la stessero misurando con un metro che non era il suo.

Eppure, ogni mattina, entrava lo stesso, col suo sorriso piccolo ma vero.

Quel sorriso che non chiedeva attenzione, ma la dava.


Col tempo, successe una cosa strana.

Le persone che la giudicavano di più, nei giorni difficili, cercavano proprio lei.

Perché Giulia non giudicava, non alzava la voce, ma riusciva a far sentire gli altri migliori solo stando accanto.


E anche se nessuno lo diceva ad alta voce, tutti sapevano che quando Giulia sorrideva, l’aria diventava un po’ più leggera.


Un giorno capì che non serviva essere capita da tutti per fare la differenza.

A volte basta solo essere sé stessi, con gentilezza e dignità.


Perché chi sorride anche quando si sente fuori posto,

in realtà è quello che illumina la stanza.

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