Una parte di me è ancora quella che balla il valzer dietro le quinte dello spettacolo su "Come Pioveva" cantata da Ghita. Sono ancora lì, felice, con le mie lentiggini disegnate, il mio copione sulla sedia che se va per terra devi sbatterlo tre volte, in quel momento magico sospeso nel tempo che aspettavo ogni singola volta.
Una parte di me è ancora quella che si sente dire di sfuggita "Tutti si innamoreranno di te se sei così", e risponde ridendo "così come?". "così".
Una parte di me è ancora quella che insegue per l'Appia un amico arrabbiato con un the alla pesca.
Una parte di me è ancora quella che scappa a piangere in camera per non farsi vedere e viene seguita dalla sua migliore amica.
Una parte di me è ancora quella che viene mandata DA SOLA a 2 anni a comprare un Fior di Fragola.
Una parte di me è ancora quella che fa finta di leggere in classe per nascondere gli occhi e vedere la neve dalla finestra.
Una parte di me è ancora a mangiare mandarini, con sua cugina, a Natale, guardando un film demenziale.
Una parte di me va ancora a trovare il ciondolo a stellina in vetrina.
Una parte di me è ancora quella che fa la linguaccia alla nonna che le dice che è della "tribù dei piedi neri"
Una parte di me è ancora quella che saluta le sirene all'orizzonte.
Una parte di me è ancora quella che entra in un parco vestita da principessa.
Un parte di me è ancora quella che ride fino alle lacrime con la propria famiglia in un McDonalds in una città straniera.
Una parte di me è ancora quella che abbraccia la maestra dopo che gli ha detto che ha perso il suo bambino in grembo, guardando solo gli occhi, senza neanche capire tutto.
Una parte di me è ancora quella che ritaglia le riviste per il suo quaderno, che conta e divide gli scontrini, che fa gli spettacoli a casa con i travestimenti.
Una parte di me è quella che ha scritto a 4 anni come desiderio per un lavoretto a scuola " Vorrei che i bambini morti nelle torri gemelle tornassero in vita"
Una parte di me balla e canta ancora Summertime di Grease, anche se ha dimenticato i Pon Pon
Una parte di me è ancora quella che si lancia in acqua all'alba abbracciando un asciugamano. E che si sdraia con gli amici al centro del pontile di notte.
Una parte di me è ancora quella che piange in ospedale, senza disturbare, sperando non si sa cosa.
Una parte di me fa ancora le ribaltate sulla spiaggia, con la sabbia dorata mentre il sole tramonta, con un amico più matto di lei.
Una parte di me fa l'animatrice alla festa del fratello ai suoi 6 anni. Si spacca un dito, e non dice niente.
Una parte di me si affaccia alla finestra della cameretta e parla con un suo amico dopo gli allenamenti prima che vada a mangiare da sua nonna.
Una parte di me è ancora quella che durante una coreografia si ferma la musica, e si ferma anche lei sennò perde il ritmo.
Mi scoccia ammetterlo quasi, ma quando Peter verrà a prendermi per volare all'Isola, la scelta di un momento felice, mi metterà davvero in difficoltà.
Non si conoscono mai a fondo le persone, siamo tutti degli abissi, e ci sorprendono ogni giorno.
Quindi anche per me, niente mondo di maripose e uccellini, purtroppo. Quello è il mondo che ho creato come rifugio. Che è bellissimo, sottolineo. E ci si vive una bomba e senza sovrastrutture.
Credo però che questi momenti sopra descritti, continuano a vivere in me forse anche per convincere la parte che vive ancora e ancora e ancora i momenti brutti ( il proprio inferno interiore no?) che non sono così forti. E per quanto inconsciamente ho sempre pensato che il dark Side di una persona fosse più interessante della sua luce, ora ho la tremenda e terrificante e assurda consapevolezza che la luce sia in realtà la parte che preferisco e che ho sempre preferito e bramato. La luce è come il coraggio: non è assenza di oscurità, di paura. è voglia di vedere e di non rimanere fermi.
Vi prego, vi scongiuro con tutto il cuore, non rinunciate MAI a nessuna parte di voi. Se adesso vi piacete un pò, se vi piacerete e imparerete ad accettare ogni briciola della vostra persona, è grazie a tutte queste scintille, a tutte queste parti di voi. Vorrei avere il tempo di poterle ascoltare tutte e di abbracciare ognuna di esse. Perchè che siano belle o brutte non ha importanza: non se ne andranno mai via e vi rendono completi, a prescindere da tutto e tutti e dalle circostanza.
Quanto cazzo è difficile accettarsi. Ma è l'inizio di un viaggio stupendo.
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