Lavinia è una bambina di 9 anni che ho incontrato ieri al Parco avventura, letteralmente incontro tra gli alberi. L’ ho aiutata un paio di volte a capire dove andava messo il moschettone. Lei continuava dire che non era brava.
Le ho chiesto quante volte era che aveva provato. Ed era la prima.
“G: Beh, allora non puoi dire di non essere brava”.
L: Ma fa paura
G:Tutte le cose belle fanno paura all’ inizio.”
Allora le ho chiesto, da cinefila rompipalle, la sua serie o il suo film preferito.
“L:Harry Potter
G: bene! allora fai finta che questo è il
Torneo Tremaghi”
Non dimenticherò mai il suo sguardo; mi ha guardata sorridendo con i suoi denti mancanti e con una luce di sfida divertita nei suoi occhi. Ed ha finito il percorso con la carrucola con un urlo di liberazione e divertendosi come una matta
Lavinia mi ha ricordato perché amo essere gentile, mi ha ricordato perché amo lavorare nel cinema; perché spesso nelle piccole cose, e con un pizzico di immaginazione, si riesce ad andare avanti quando abbiamo paura.
Marco è un signore che stava in barca. Da quanto ho capito fa l’insegnante di ballo. È di Ardea, ha una moto. E non sa nuotare. Non ha mai provato, ma voleva fare un corso per “togliersi la paura”. Abbiamo parlato quanto sia tutta una questione di testa. Quanto la maggior parte delle cose sono tutte hanno questione di testa.
Prima di tuffarmi in acqua ho sentito il mio solito brivido e gli ho detto:
“G: Sai in un film si dice che servono 20 secondi di spudorato coraggio davanti a qualcosa che ci fa paura.. sennò non faremmo mai niente”. E splash.
Marco mi ha ricordato che più tempo aspetti più la paura si impossessa di te. E che l’unico limite che abbiamo siamo proprio noi stessi.
Perin è una ragazza neozelandese che lavora nel trading banking, ma prima seguiva l’ospitalità negli hotel. Ha la mamma francese di Mont Blanc, la cittadina non il dolce. Ha abitato a Londra a Madrid.. e mi dice che in Nuova Zelanda ci devo andare di inverno perché ci sono molto laghi ed è molto bello. Mi dice di viaggiare, che conoscere altri luoghi e persone è la cosa più importante.
Mi dice che sono “ molto coraggiosa” e concordiamo che per esserlo non bisogna aspettare troppo e buttarsi. Se ne va e mi augura il meglio e io lo auguro a lei.
Perin mi ha ricordato che viaggiare è una condizione mentale. Che essere curiosi e non fermarsi mai parte dalla propria mente. E dalla voglia di conoscere e conoscersi, cambiando.
Tobia è il capitano della barca. Si annoia a fare il taxista per mare perché a lui piace chiacchierare. Infatti a novembre parte per i Caraibi con degli amici in barca a vela. Parliamo di quanto le persone si meraviglino delle cose sbagliate. Che aspettano solo piazze e costruzioni. Concordiamo che sostare negli spazi sperduti fa fare troppe domande e ci fa mettere in discussione, per questo le persone preferiscono altro di più confortante. Che terribile mortificante parola. Mi fa vedere uno scoglio a forma di drago e uno di coccodrillo, e anche un dente di cane. Scherzo che sembra uno zoo Marino. Mi dice che alle volte nella vita vige la regola dello sticazzi perché alle persone non va mai bene nulla. E che la pace della sua vita l’ha trovata stando al mare.
Tobia mi ha ricordato quanto è importante mettersi sempre in discussione. E la bellezza delle cose che sembra non abbiano niente, anche se gli altri non capiscono. E non perdere mai il sorriso.
Sono questi momenti a cui non rinuncerò mai. A vedere il fantastico ciclo della gentilezza che torna. Amo poter donare quei 20 secondi di coraggio.
Amo ascoltare gli altri, amo vedere attraverso i loro occhi.
E sono le prime cose che comincerò ad amare di me e smetterò di vergognarmi: ascoltare e dare coraggio
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