hey

Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.

sabato 20 febbraio 2021

Elogio alla fragilità

 Ritrovo questo testo che ho scritto, lo ritrovo guardandolo con tenerezza. è una cosa che ho continuato a fare, ma a volte rileggendolo nero su bianco è davvero una carezza. Vorrei abbracciare la me del passato, e non dirle che andrà tutto bene, ma che lei va bene così. Imperfetta e fragile, in un mondo che insegna a non esserlo in modi crudeli:

"E mentre mi trascinavo lungo la via dei negozi che ormai conosco a menadito, mentre camminavo evitando di bagnarmi troppo le scarpe primaverili, indossate così diligentemente, mi sono intrattenuta da sola in un gioco. Così, tanto per dare del materiale alla mia materia grigia e non farlo annoiare. Ho cominciato a guardare tutte le persone che camminavano e a pensare per loro un possibile regalo di Natale. Così, a no budget. Sono passata da sciarpe, a bracciali, una signora addirittura un cucciolo, non so perché a un signore ho pensato a una motosega. Era divertente cercare di indovinare il regalo perfetto. Poi mi è arrivata la seconda illuminazione: Ma quanto sarebbe bello poter vedere la faccia delle persone quando aprono il regalo perfetto? Cosa darei per vedere la loro faccia contorcersi in un sorriso stereotipato a 839 denti? E, come sempre, dove i confini della realtà arrivano, ecco l’ambulanza della fantasia e dell’immaginazione che accorre a soddisfare e appagare i miei desideri. Allo stesso modo di prima allora immaginavo la faccia di quelle persone sedute alla tavola agghindata natalizia, magari sommersi dall’odore di datteri, mandarini, noci e dopo qualche giro di tombola. Magari anche leggermente brilli. Li vedo scartare il regalo e poi piegare un po’ il corpo indietro, la testa leggermente e poi ridere ridere ridere.. E tutti i familiari attorno che ridono a loro volta. Penso a questa scena una ventina di volte almeno e mi si colma il cuore di bellezza, quella con la B maiuscola, così riconosco di averne sete. E anche se ho abbandonato tempo fa la terapia degli attimi felici, comprendo quanto bisogno ho di vedere la felicità negli occhi degli altri."


Elogio alla fragilità.

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