Avevo già raccontato che un pò di anni fa avevo voluto cantare una canzone che non sapevo proprio bene su un palco in una fiera di paese. Quando scesi mio papà mi disse " non ti svalutare". Ero terribilmente turbata da quella affermazione. Non riuscivo a capire, pensavo che mio papà si vergognasse di me. Quando in realtà non era quello, il punto era di dimostrare solo di valere di meno. E mio papà non l'ha mai sopportato nei miei confronti, e ovviamente l' ha trasmesso a me, che tanto sono così distaccata dalla perfezione che figurati, sono ironica ovviamente. Sono cresciuta con l'idea di non svalutarsi mai. Un paio di anni fa mi annoiavo e ho lavorato per qualche settimana in un ristorante come cameriera. La prima cosa che mi disse il proprietario, un tipo un pò scorbutico, la prima volta che si fermò e mi guardò negli occhi mi disse " Tu sei sprecata qua". E io stavo là e arrovellavo: in che senso? Che vuol dire? Perchè dovrei essere "sprecata"? Ero tra l'essere onorata e il sentirmi impacciata. Non mi sono mai sentita più intelligente degli altri, anche se mia mamma mi diceva sempre alle elementari che mi sentivo un pò superiore agli altri. Ma non mi sono sentita mai qualcosa di più agli altri, solo talvolta qualcosa di meno. Sono una persona sensibile, che fa tanto e sbaglia tanto, e sicuramente dò sempre il massimo quando posso. Ma se ogni posto è "sprecato" .. esiste uno che va bene per me?
Non prendiamoci in giro, non sono un bimba prodigio, non ho un talento per qualcosa, sono un eterno 5 e mezzo, al massimo un 6 --. Me la cavicchio in tutto, che molto spesso equivale a dire non esserlo in niente.
Sto passando un momento in cui il pensiero del mio futuro è molto confuso, a volte ne sono totalmente certa. Lo so che ci sono sempre alti e bassi, ma i miei sono più crateri e grattacieli, non sono una tipa da vie di mezzo. Penso, come dice Mia, che forse non sono abbastanza brava. Mi guardo intorno e vedo persone più carine, più brave, più sveglie, più socievoli, più magre, più allegre... più tutto rispetto a me. Allora mi chiedo quanto ha senso, quanto io sia portata, quanto debba insistere, o quanto un determinato ambiente abbia bisogno di me. Per la prima volta mi sento anche rincorrere dagli anni, come se non potessi tornare indietro. Ho paura di aver preso una strada sbagliata, che in realtà era solo affascinante ma in cui non sono portata.
E tutto parte dall'idea della svalutazione, amo l'idea di essere conosciuta dagli altri non di meno di quello che penso di valere. Ma se non valessi quanto penso? se in realtà sono semplicemente rincoglionita e ho un'immagine della realtà completamente contraffatta?
Non so se sto andando nella strada giusta. Non so quello che voglio, so solo quello che non voglio. forse alla fine però i film hanno ragione; racchiudono in poche parole grandi frasi e grandi pensieri.
"Forse non sono abbastanza brava"
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