hey

Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.

giovedì 2 luglio 2020

Perso la voce

“Levare il saluto” ho sempre pensato fosse una cosa gigantesca. Da piccola più o meno, paragonavo un frase del genere a una maledizione senza perdono di Harry Potter. Non lo so, L ho sempre sentita potente come cose. “ gli ho levato il saluto”  come “ ho il potere di decidere di salutarlo e non l’ho fatto”. Uno schiaffo in faccia forse sarebbe più facile da digerire. È un’azione cosciente, a volte un’azione di affermazione superiorità, di difesa.. di vendetta, o per far intendere che siamo arrabbiati con quella persona. Comunque l’ho trovata una presa di posizione molto dura e molto sicura di se, e quindi tendenzialmente non ho mai preso di consuetudine levare il saluto, anche a chi forse non se lo meritava. Certo alle elementari se una mia amichetta mi faceva un torto, il broncio e l’indifferenza 15-20 minuti non glielo toglieva nessuno, però insomma non sono mai stata super ferma e super oggettiva nel poter fare una cosa del genere. Più avanti cresci, e capisci che i mai e per sempre non esistono e che le circostanze della vita sono innumerevoli. Non credo che avrei l’approvazione di me da bambina per molte cose che faccio e per come sono ma ehy, l’è tropica in un sistema tende sempre ad aumentare, non faccio mica eccezione. Ho tentato ogni tanto di togliere il saluto a mia madre, ma sapete com è, per una questione di spazi direi che sorge immediatamente qualche complicanza. Però L ho fatto sempre per “ protezione”; per protezione di non darle altro modo di parlare. Una sorta di prevenzione nella comunicazione. Qualche ora fa mi è capitato per la prima volta in vita mia di togliere un saluto, facendolo a posta. Fa stare bene? No, una rapina mi avrebbe più liberato. Ma mi ha fatto strano perché non L ho fatto per superiorità. Non L ho fatto per ripicca. Non L ho fatto perché sono arrabbiata. Non L ho fatto perché dovevo proteggermi. L ho fatto perché non sento proprio niente. E non sentire niente è di gran lunga peggio che sentire qualcosa . Forse ho sentito che una parte di me è morta in quel momento. Continuo ad arrovellarmi per capire perché ma.. credo che a volte cresci, le cose diventano complicate, le relazioni diventano confuse, i pensieri sono intrecciati, e ti porti inevitabilmente talmente tante di quelle cose che... non lo sai più. Forse devi andare indietro di anni, di delusioni, di schiaffi morali. Arrivi un giorno che hai perso la voce. E anche un ciao senti che ti possa consumare troppo.

Non preoccupatevi anche la me del passato sarebbe contraria. Lo sono oggettivamente anche io. La persona a cui ho tolto il saluto è mio fratello e non riesco a capire come sono potuta arrivare a questo momento di lutto. O forse lo so, ma è una somma di cose. E da districare sono complicate, e forse, alla fin fine, al momento, non ne ho anche moltissima voglia

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