Dov'eravamo? Ah si, i miei famigerati attacchi di panico. Forse non sarebbero iniziati a venirmi se avessi cominciato a ripetermi che ero abbastanza e che ero all'altezza delle cose. Chissà. Ma dal mio metro e 63 e un barattolo, forse sarei diventata spiritualmente più insopportabile. Quindi vabbè, mi tengo la mia fase transitoria da attacchi di panico. Prima o poi finiranno.
Ho sempre pensato che alle gare, alle prove, alle interrogazioni agli esami.. non contasse essere i migliori. Ma contasse aver dato il massimo. Dico sempre a tutti che bella è la sensazione di uscire e dire "Cazzo, ho fatto il meglio di quello che potessi fare!". Essere fiera di me stessa è stato sempre un mio grande obiettivo, peccato che sono un'inquisitrice suprema contro me stessa e quindi au revoir serenità d'animo. Ma ho sempre dato tutto quello che potevo. Nell'amore, nelle relazioni, anche in quelle dannose, nelle esperienze, nel lavoro... Insomma odio i rimpianti. Ho scelto di vivere tutto, appieno e tornare a casa e dire " ho dato il massimo". Anche se molto spesso le cose andavano male io, in una parte del mio cuore sapevo di aver fatto tutto quello che era in mio potere. Ed è così, praticamente sempre. E non si tratta essere incoscienti e fregarsene di se stessi, anzi, proprio di non tradirsi mai e di scegliere di esserci.
Fare il possibile è sempre stato importante per me, e prima lo vedevo di più. Molto spesso ora mi impanico, mi blocco e non riesco ad andare avanti. Perchè ho paura di non essere abbastanza e di non fare abbastanza.
e non mi dite " no dai ma su ma dai", perchè i problemi inconsci si risolvono con logiche strane e bizzarre. Ci lavorerò promesso.
Per il momento rassicurandomi dicendo che " sto facendo il possibile" è l'unica cosa che mi fa respirare tranquillamente. Credo che tutti abbiano dei problemi, palesi o meno, per qualcosa che ci impedisce di respirare bene. Il mio, uno dei milioni, è quello di aver paura di ferire gli altri e di non dargli tutta la serenità ( felicità mi pare esagerato parlando di me) che posso dare. La mia paura di non essere all'altezza, di non appagare le aspettative, di non essere abbastanza carina, intelligente sveglia, e dicendo questa so perfettamente da dove viene questo mio handicap. E magari la me del futuro rileggerà queste parole, e quasi accennerà a un sorriso tenero pensando a come ci stessi male, e allora sarà quasi buffo vedere come nel passato mi dannassi per raggiungere qualcosa che non avrei mai capito. Ma avrei trovato la mia pace nel mondo, e, tutto sommato, mi basterebbe per sentirmi libera.
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