Forse è qualcosa proprio del mio carattere, non riuscire a lasciare andare. Scrivo questo post alle 1.30 di un martedì notte, non che abbia avuto chissà qualche rivelazione che non avrei mai immaginato, ma perché collego dei pezzettini i. Credo che non sono riuscita, mai, in ogni campo, e in tutta la mia vita a lasciar andare. Persone, Parole, ricordi. Il mio problema è questo. “Meglio avere un bagaglio leggero” canta Nicolò Fabi, ma io non porto macigni sul cuore ma porto kili e kili di passato, e di cose che non permetto che se ne vadano. Non voglio riesumare il passato, ma non voglio che mi abbandoni. Lo trattengo, trattengo i ricordi, le esperienze le persone, il passato è sempre stato il mio rifugio, la mia ancora, il mio cavaliere. È stato sempre il mio fantasma, il mio maestro, il mio attento esaminatore.
Non so lasciare andare, e non so neanche lasciarmi andare se è per questo, è come una lampadina sempre accesa che non permettere mai di perdere veramente il controllo.
Dovrei invece imparare. Oltre a non portare rancore ecc, anche a lasciar andare. In qualche modo le cose che devono stare nella tua vita arrivano senza che le prenoti.
Ora per una volta mi rivolgo a me: puoi lasciare andare. Puoi lasciare andare le persone che ti hanno tradito, puoi lasciare andare le persone che sono cambiate. Puoi lasciar andare le cose che ti hanno fatto male, puoi lasciar andare anche le persone che no ci sono più. Puoi lasciare andare le cose che ti fanno arrabbiare, puoi lasciare andare le aspettative che gli altri hanno su di te, puoi lasciarti andare. Puoi ballare e lasciarti andare, puoi essere sexy solo se ne hai voglia e puoi continuare ad essere sincera e te stessa. Puoi lasciare andare le lacrime, i sentimenti, le gioie, i dolori. Puoi lasciar andare i conti in sospeso e anche le cose irrisolte. Puoi lasciar andare le cose che non capisci. Lasciar andare non vuol dire gettare tutto in un secchio della spazzatura, ma che non ti porti dietro pesi inutili continuamente.
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