Sono sempre stata un pò paffutella. Ero la classica bimba lievemente pienotta, con le cosciotte polpose. Mi stavano bene i vestiti che mi comprava mamma e quindi mi bastava. Anche crescendo non ero mai quella magra, ero un pò quel termine moderno che piace tanto ora e in cui un sacco di persone si identificano a caso "curvy". Non mi sono mai sentita bella. Prima non è che ci pensassi, cioè a parte gli sport, chisse ne importa se portavo una taglia in più quando recitavo a teatro, anche se non ho mai interpretato la "bella" o una principessa. Ripassiamo la mia alimentazione pressoché normale con qualche precisazione.
OK, mi piaceva Mc Donald's, come ho già detto era un tradizione familiare, che per quanto possa far storcere il naso a qualcuno era un momento felice per me. Ogni tanto una fetta con la nutella non me la toglieva nessuno. o il gelato. Limone e fragola ovviamente. Ma non toccavo merendine, anzi ricordo che mi facevano anche un pò cagare. Non ho mai avuto un fascino neanche per i biscotti o i pan di stelle; e cosa che ho cambiato perchè cioè vabbè, ma non mi piacevano neanche le torte con molta panna. In realtà le uniche torte che mangiavo ( e che mamma sapeva e sa fare) era o torta margherita o alla frutta. talvolta quando la mia amichetta mi ospitava a casa mangiavo il ciambellone allo yogurt di sua mamma. wow. Ma benché esistevano persone che mangiassero peggio di me, io ero sempre un pò paffutella. Cioè quei 3-4 kg in più minimo, ce li avevo di default, come fosse qualcosa di scritto nel mio DNA.
Crescendo i kg i più sono aumentati, visto che si sono aggiunte altre cose come mancanza di affetto, depressione, preoccupazione insieme a tutta quella gamma di emozioni arzigogolate scaturite da pensieri nocivi e traballanti che, per fortuna, i bambini molto spesso ignorano. Non c'è stato mai nessuno, che non fosse la persona con cui stavo assieme in quel momento, che ha speso qualche minuto per dirmi "PERò..STAI BENE". Neanche mia madre, o mio padre. Mio fratello non ne parliamo. Non sono mai stata fisicamente perfetta, in realtà è stato raramente in cima alle mie priorità, forse giusto in questo periodo per riacquistare un pò di salute, ma è vero che non sono stata mai perfetta. Ma, forse, mi avrebbe fatto bene. Così a buffo, sentirlo anche da una zia, dalla nipote del cognato del parrucchiere dell'amica della nonna della zia di mia madre, andava bene. Ma sentirlo non mi avrebbe fatto cambiare idea, ma mi avrebbe insegnato ad amarmi così, nel momento in cui la gente lo dice. Mi avrebbe fatto credere che esistesse il fatto che potevo stare bene anche così, invece di condannarmi alla ricerca della perfezione. grazie tante eh. Ovviamente la mia non è un'incitazione a mentire, ma rivedendomi in foto di anni fa in cui mi sentivo uno schifo.. in realtà non lo ero. Ma proprio per niente. Bella la favoletta del " vorrei essere una mosca per andare dalla giulia del passato e dirgli a un orecchio...", tutto meraviglioso. Invece no, la giulia del passato al mare, quando camminava nella passerella per andare al bar e le sue cosciotte sfregavano voleva scavarsi una buca e restarci fino alla notte. Quando andava in un prato a fare un pic nic e si sentiva i suoi rotolini di ciccia in pancia avrebbe venduto l'anima per avere un mantello dell'invisibilità. O cercare qualsiasi posizione d'appoggio o qualsiasi vestito che ti faccia in minima parte dimenticare che non sei come vorresti.. Gesù, quante cose si perdono i magri. è difficile dire per chi lotti quando sei così; uno dice per se stessa, ma in realtà lo fai anche un pò per gli altri. La mia motivazione è molto palese e facile da intendere in realtà: non mi va più di vergognarmi quando cammino. Ho sempre detto alle persone frasi tipo " ma non ti vergogni ad andare in giro con una come me?", ma ero io a vergognarmi ad andare in giro, essendo così. Sto tentando di cambiare, ma più i giorni passano più mi rendo conto che migliorerò la salute sicuramente, ma sarò sempre la ragazza paffutella. Con le guanciotte che continuano a resistere e mi fanno sembrare uno scoiattolo che mangia ghiande. Forse un giorno sarò come vorrò, ma non mi illudo. Dovrei cercare di essere come vorrei anche dentro quindi ehi, un lavoro di niente, migliorarsi. Ma sicuramente non smetto mai di lavorarci. E forse, il mio insegnamento su tutto questo, è che non basterà una vita per essere migliore, per arrivare alla destinazione.
Ma d'altronde la vita è il viaggio, non la meta.
Avevo 11 anni quando ho aperto questo blog e continua ad essere il mio porto sicuro. Alcuni testi mi aiutano come auto-terapia, altri sono ragionamenti sul mondo. A volte il tuo universo non ha né voglia né simpatia per ascoltarti, soprattutto se sei ipersensibile. Sto ancora capendo se la mia voce debba essere ascoltata, ma per tutti quelli che credono che essere se stessi non sia abbastanza...credetemi. Lo è. Scegliete voi. E credete nella magia.
hey
Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.
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