Siamo pedine che possono prendere
tutte le direzioni
Ma crediamo nei binari più che in Dio
Crediamo nelle fermate prefissate
Il viaggio è solo un modo per pensare
A come andare avanti
Gradino dopo gradino,
Come il dolore attraversare
Ognuno nel suo mondo
di attesa furibonda
Di un’ ansia un po’ salmastra
Sospeso su una folla
Una folla di domande
E di persone ignare
Che fingono di vivere
Ciò che volevano sognare
Sguardi nel vuoto
Sulle scarpe degli altri
I vagoni affollati
Le ferite dei santi
Parlo di noi vinti,
Di noi sommersi e vissuti
Di quelli feriti,
Nel cuore ormai caduti.
Avevo 11 anni quando ho aperto questo blog e continua ad essere il mio porto sicuro. Alcuni testi mi aiutano come auto-terapia, altri sono ragionamenti sul mondo. A volte il tuo universo non ha né voglia né simpatia per ascoltarti, soprattutto se sei ipersensibile. Sto ancora capendo se la mia voce debba essere ascoltata, ma per tutti quelli che credono che essere se stessi non sia abbastanza...credetemi. Lo è. Scegliete voi. E credete nella magia.
hey
Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.
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