Avevo 11 anni quando ho aperto questo blog e continua ad essere il mio porto sicuro. Alcuni testi mi aiutano come auto-terapia, altri sono ragionamenti sul mondo. A volte il tuo universo non ha né voglia né simpatia per ascoltarti, soprattutto se sei ipersensibile. Sto ancora capendo se la mia voce debba essere ascoltata, ma per tutti quelli che credono che essere se stessi non sia abbastanza...credetemi. Lo è. Scegliete voi. E credete nella magia.
hey
Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.
lunedì 25 febbraio 2019
I momenti di rottura sono sempre imprevedibilmente carismatici . È come se fossi una busta biodegradabile dove hai messo troppa roba. Non troppa roba per te, troppa roba per gli altri. Di questi tempi sono una pessima busta degradabile, mi rompo spesso. Mi rompo per niente. Sono rotta dentro. E in una società dove a nessuno interessa di riparare niente ( al massimo si ricomprano le cose), mi sento un po’ come ho scritto una frase del mio corto “ una bambola di pezza inchiodata al pavimento”. Tutto è effimero, nulla dura per sempre, forse il mio problema è quello di non imparare mai dai miei errori , da quelle massime e frasi dei film che mi piace tanto ricordare e dire agli altri. Perché, inconsciamente credo che sia importante la vita degli altri che la mia, mi metto sempre in seconda fila. Finisce che dó me stessa agli altri ma a me resta il buio, l’ Oblio, la malinconia per qualcosa che non ho mai avuto e non avrò mai. Forse non avrò mai il coraggio per dirmi che in realtà sono abbastanza , che a volte sono davvero quella brava persona che gli altri pensano io sia. Forse passeró la mia vita ( spero di andarmene prima) a capire dei significati delle cose, spiegargliele agli altri e improvvisare per me. Io che consiglio di esser Etna e non Vesuvio, mi rompo come un cristallo, insegno ad essere forti con io che stramazzo a terra. È solo quando mi sono rotta, capisco che troppa roba non ci poteva stare, che deficiente quale sono, ho riprovato a creare un equilibrio precario e ora devo ricominciare da capo..io sono cretina, ma guai s chi dica che non dó tutta me stessa nelle cose. Forse un po’ meno, sarebbe meglio. Sarebbero meglio tante cose, ma credo che il mio burattinaio sia andato in pausa caffè da circa cinque ore oramai.
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