hey

Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.

giovedì 17 gennaio 2019

Click


Tim fissava le fotografie davanti a lui. Alcune più sbiadite, altre più vivide, alcune estremamente divertenti, altre più serie. Una giostra di vita, un susseguirsi di persone che non vedeva più, amici, esperienze, sbagli, scelte, risate, lacrime.. Degli scoppiettanti fuochi d’artificio che si susseguono nell’etere, che trascendono talvolta il tempo e lo spazio, con una inestimabile fragilità di una celata grandezza. Tim sperava quasi che quelle immagini gli parlassero. Un consiglio, una frase, un colpo di tosse. La verità. Ciò che rincorriamo noi senza tregua e in ogni momento. Tim avrebbe voluto che gli dicessero qualcosa, che suo nonno, Jay, Luke, Summer.. gli dicessero dove andare, gli chiedessero il suo stato d’animo. Si sentiva così sperduto e solo da quando si era trasferito; non era un mammone ma sentiva terribilmente la mancanza di casa sua, di quella culla natia che sapeva prenderlo in tutte le sue sfumature e contraddizioni.. Era anche il posto dei suoi amici, delle sue cotte, oltre che della sua famiglia. Insomma tutto quel mondo che restava così sospeso, e che quando tornava era sempre pronto a riaccoglierlo. Ogni volta. Sembrava non fosse cambiato mai niente, e invece dentro Tim era cambiato tutto. Il suo modo di vedere le cose, le amicizie, le aspirazioni, le ambizioni.. Funziona così quando vai in una grande città no? Si apre la tua mente come il tuo cuore, e quel colle che ti bloccava la vista, diventa sempre un po’ più lontano, e un po’ più lontano, e un po’ più distante di quanto pensavi il giorno prima.  Tim continuava a fissare quelle fotografie, non tutte perfette, e neanche tutte dritte. Ma assolutamente significative per lui. Quei prelievi di istanti della realtà sarebbero restati così per sempre. Le cose in quelle fotografie non sarebbero mai andate oltre quei quattro margini. Niente a che vedere, con la realtà.

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