Caro Babbo Natale,
quest anno ti scrivo tardi, e non perché ho smesso di credere in te, ma purtroppo molto spesso l’urgente non lascia tempo all’importante. Non ti chiederò cose materiali, nè vincite spaventose alla lotteria.. nemmeno l’amore o la pace nel mondo ( ci avrà pensato già qualche Miss qualcosa o politico del cazzo). Però vorrei chiederti... qualcosa di assolutamente immateriale e delicato, tendenzialmente forse anche di impossibile, ma vorrei tanto che fosse un regalo da donare a più persone possibili: una scintilla. Una scintilla nel cuore, nella mente, una scintilla di follia, di voler essere migliori. Di fare del bene, di voler vedere la bellezza di felicità negli occhi degli altri. La scintilla di abbracciare una persona e con lei la sua mente e dirgli che va tutto bene, anche se il cielo sta cadendo a pezzi, di fare sorprese e regali inaspettati alle persone che ami. Tornare insomma un pó bambini, con la meraviglia negli occhi.
Io quest anno sono in trasferta, e non so neanche se leggerai mai questa lettera. Sono divisa tra la mancanza di casa, l’incertezza, i pensieri, e la solita rabbia di essere me stessa. E il fatto che per me non sarà un Natale magnifico, mi esorta e mi dà la voglia di chiedere col cuore questa cosa altruista per i più). So che forse è chiedere un po’ tanto, e non sono stata manco così buona quest anno, però ti prego.. dammi una ragione per continuare a credere ancora nell’umanità.
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