Avevo 11 anni quando ho aperto questo blog e continua ad essere il mio porto sicuro. Alcuni testi mi aiutano come auto-terapia, altri sono ragionamenti sul mondo. A volte il tuo universo non ha né voglia né simpatia per ascoltarti, soprattutto se sei ipersensibile. Sto ancora capendo se la mia voce debba essere ascoltata, ma per tutti quelli che credono che essere se stessi non sia abbastanza...credetemi. Lo è. Scegliete voi. E credete nella magia.
hey
Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.
venerdì 16 marzo 2018
Un venerdì sera
Non mi manca niente. Ma vorrei uscire una volta il venerdì sera con il mio ragazzo. Senza fare niente, passeggiando per Roma, mano nella mano, parlando del più e del meno. Vorrei essere con te e non aver paura ogni secondo di chi cammina dietro me, non fare finta di parlare al telefono per evitare i ragazzi mezzi ubriachi. Vorrei stare con te, non perché non so stare da sola, quello mi riesce benissimo. Ma per non rivivere il passato. Perché con te sono felice, e sono più me. Mi basterebbe un venerdì sera, ma con il lavoro che fai é impossibile già lo so. Una volta un venerdì o un sabato e cazzeggiare come fanno tutti. Fare i fidanzatini smielati, quando tutti lo fanno. Io e te. In giro per Roma. In una città eterna, per tutti, ma non per noi..
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