hey

Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.

sabato 6 gennaio 2018

impronte

La frase del calendario perpetuo nel mio corridoio di ieri era “ Non c’è cosa che può renderti più felice di sapere di aver lasciato un’impronta positiva nella vita di qualcuno.”. L’ho letta e sono caduta in depressione, pensando al fatto che io non ho forse lasciato un’impronta positiva a nessuno. Ho lasciato solo del male, delle orme da dimenticare. Delle cicatrici, o semplicemente delle entrati di scena deludenti e fugaci, di un’attrice non troppo esperta, e non troppo brava... e mi dispiace da morire, di non essere abbastanza neanche per questo. Non ho mai voluto che la gente stesse male per colpa mia. Ma,non c’è nessuno nella mia vita che non abbia subito ( chi può chi meno) del peso della mia esistenza, della mia personalità, della mia instabilità emotiva. Non lo so, mi ha reso triste quella frase, mi ha guardato nell’abisso dell’anima come per dire “ ehi, guarda che hai lasciato un porcile”. Non ho mai voluto fare del male, come avrei voluto proteggere me da altro male. Se solo la gente sapesse tutto.. ma forse alla fine, chi ti doveva ascoltare ha ascoltato, gli altri continueranno a guardare con disprezzo, ghigni e schifio il ricordo di una giovane ragazza che in cerca della sua tanto desiderata pace mentale, ha fatto solo casini.

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