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Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.

domenica 14 maggio 2017

Pollicino

Nella tua vita potrai scrivere una sceneggiatura, puoi scrivere un pezzo di teatro, o scrivere un libro, anche la lista della spesa, ma ci sarà sempre un pezzettino di te in quello che scrivi.
Ci sarà sempre qualcosa che richiamerà i tuoi ideali, le tue paure, le tue fragilità e tu non ne puoi fare a meno. Perché come un assassino che lascerà sempre una prova per farsi scoprire, anche tu, scrittore anonimo, lo farai. Perché c'è qualcosa di creativamente adrenalinico nel dare qualche traccia di noi, di mostrarsi senza essere sfacciati; di rimanere così, sospesi, con il brivido che cammina sul braccio di essere scoperti. Vogliamo tutti,in un modo e nell'altro, che qualcuno conosca la nostra storia. La nostra vita è un'opera d'arte, una tela bianca che riempiamo di colori, che dipingiamo di emozioni... ma proprio intrinseca nell'espressione di "opera d'arte" c'è un fatto etimologicamente vero ed appropriato; l'arte si fa per essere mostrata agli altri. Nessuno dipinge un quadro per tenerlo nel cassetto, nessuno fa un film ma non vuole che nessuno lo veda. L'arte deve essere a disposizione degli altri, e io direi che è una fortuna che sia così. E, bisogna accettare che andremo sempre a svelare una piccola parte di noi nel nostro lavoro. Pensate; persino se ognuno di voi si mettesse a scrivere una storia, una fiaba, una di quelle cose che iniziano con "c'era una volta", anche quella, se analizzata, parlerebbe esattamente di voi. Siamo un po' dei piccoli " Pollicino", spargiamo molliche di pane per tornare a casa, forse speriamo che qualcuno, forse matto quanto noi, ci segua. Così come speriamo che qualche pazzo segua il nostro ragionamento, ciò che ci ha spinto a scrivere, creare, immaginare. Un po' come James Barrie, lo scrittore di Peter Pan, che ha dato la vita per far capire al suo pubblico la magia della storia che aveva scritto. Tutti gli artisti passano per folli; come ci insegna Pirandello "noi non ci intendiamo mai", poichè ognuno mette dentro le parole che dice o che ascolta il senso e il valore che quelle cose hanno per sé. Forse il bello però è anche questo; ognuno di noi, in una tela, in un quadro astratto, in una frase a metà, può vederci quello che vuole. Può colorare il suo mondo così come vuole, anche uscendo dai bordi, chissenefrega, dovrebbero insegnarlo dalla materna che si può uscire dai bordi dei disegni. Non ha senso fissarci continuamente delle regole che tanto non rispetteremo, come quell'altra cavolata di scrivere in terza persona che ti dicono alle medie. Dovrebbero fare dei corsi per guardarsi bene dentro, visto che quello è che ci rende umani.

Metterai sempre un pezzettino di te nelle tue parole, nei tuoi consigli, anche quando parlerai degli altri. Ci sarà sempre un pochettino di te, inzuppato nelle tue esperienze, farcito con la tua sensibilità. E anche se vorrai fare l'indifferente, sai che non sarà così.

Perché non puoi vincere.

Contro di te.

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