hey

Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.

venerdì 21 ottobre 2016

Vita

 Non c'è scuola, né corso, né persona che possa insegnarti a vivere. Devi impararlo tu, ma niente a che vedere con verbi irregolari e quella roba lì no... Niente libri nè dispense sulla vita reale. È come nel gioco del telefono, una parola tramandata può essere giusta quanto sbagliata. È un gioco, amici miei, un gioco istintivo quanto riflessivo. È una sfida piena di contraddizioni, contro un avversario con cui puoi pareggiare e mai vincere. Condizioni strane, deludenti, tristi. È un gioco che si basa sia sull'intelligenza che sulle sensazioni.. Un po un misto tra Clash of Clans e Poker. Si diventa più bravi solo quando perdi la partita. E noi ne perdiamo e ne vinciamo ogni giorno, ognuno di noi dà la giusta importanza a ciò. La cosa simpatica? L'unica cosa che può prepararci alla vita, è la vita. E quando arriviamo ad avere quest'illuminazione divina è già troppo tardi. Abbiamo pianto già troppo, abbiamo perso già troppo,e quel troppo non tornerà indietro. Hai perso la scommessa con te stesso... E se essere felice prima era solo una sfida con te stesso, ora è una battaglia da perdere dignitosamente. 

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