Avevo 11 anni quando ho aperto questo blog e continua ad essere il mio porto sicuro. Alcuni testi mi aiutano come auto-terapia, altri sono ragionamenti sul mondo. A volte il tuo universo non ha né voglia né simpatia per ascoltarti, soprattutto se sei ipersensibile. Sto ancora capendo se la mia voce debba essere ascoltata, ma per tutti quelli che credono che essere se stessi non sia abbastanza...credetemi. Lo è. Scegliete voi. E credete nella magia.
hey
Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.
venerdì 21 ottobre 2016
Vita
Non c'è scuola, né corso, né persona che possa insegnarti a vivere. Devi impararlo tu, ma niente a che vedere con verbi irregolari e quella roba lì no... Niente libri nè dispense sulla vita reale. È come nel gioco del telefono, una parola tramandata può essere giusta quanto sbagliata. È un gioco, amici miei, un gioco istintivo quanto riflessivo. È una sfida piena di contraddizioni, contro un avversario con cui puoi pareggiare e mai vincere. Condizioni strane, deludenti, tristi. È un gioco che si basa sia sull'intelligenza che sulle sensazioni.. Un po un misto tra Clash of Clans e Poker. Si diventa più bravi solo quando perdi la partita. E noi ne perdiamo e ne vinciamo ogni giorno, ognuno di noi dà la giusta importanza a ciò. La cosa simpatica? L'unica cosa che può prepararci alla vita, è la vita. E quando arriviamo ad avere quest'illuminazione divina è già troppo tardi. Abbiamo pianto già troppo, abbiamo perso già troppo,e quel troppo non tornerà indietro. Hai perso la scommessa con te stesso... E se essere felice prima era solo una sfida con te stesso, ora è una battaglia da perdere dignitosamente.
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