Avevo 11 anni quando ho aperto questo blog e continua ad essere il mio porto sicuro. Alcuni testi mi aiutano come auto-terapia, altri sono ragionamenti sul mondo. A volte il tuo universo non ha né voglia né simpatia per ascoltarti, soprattutto se sei ipersensibile. Sto ancora capendo se la mia voce debba essere ascoltata, ma per tutti quelli che credono che essere se stessi non sia abbastanza...credetemi. Lo è. Scegliete voi. E credete nella magia.
hey
Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.
venerdì 3 giugno 2016
La storia di un' idea
Nella camera buia, d'un tratto, un suono ruppe il silenzio: " Uaaaaah". Era uno sbadiglio. E così, lei sbadigliava tranquillamente e si stiracchiava sognante... Ma chi? Ma lei! La nostra indiscussa giovane protagonista! Un'idea! Era lì, panciuta, pienotta e con tutti i capelli fuori posto. Andava in giro come un sonnambulo e non capiva esattamente dove si trovava... " Ahiiiiiiii!", urló andando a sbattere allo stipite della porta. Camminava in vestaglia, scrollando le spalle e scrocchiandosi le ossa ma, d'altronde era stata svegliata all'improvviso. Ora sarebbe dovuta andare in sala prove, poi in costumeria e poi, magari, al grande palco centrale. In sala prove alcuni esaminatori le avrebbero fatto delle domande per capire la sua plausibilità, la sua inclinazione, la sua possibilità ecc... Se fosse passata sarebbe stata spostata in costumeria, dove avrebbe dovuto indossare diversi vestiti di certezze, conoscienze, esperienze... E infine, se poi fosse stata perfetta avrebbe potuto dare il suo contributo al grande show. Di cosa? Avrebbe contribuito allo spettacolo della mente di una ragazza, la ragazza che aveva messo su tutta quella baracca; lei avevo organizzato tutte le audizioni, i contratti a tempo indeterminato, i part time e tutte le pause. Era il minimo che si potesse fare, porsi riconoscente. Un pó di ansia c'era ovviamente, l'idea aveva saputo di molte sue sorelle che erano state licenziate perchè erano risultate " semplicemente inopportune" o " terribilmente infantili". Altre invece, erano assunte e poi mandate via con violenza, erano chiamate " pippe mentali". Altre ancora, al contrario, vivevano come sovrani nei loro superattici, nel loro posto fisso: erano le idee più solide, quelle confutate, le "quasi" certezze. Altre erano idee di passaggio, altre severe, altre più docili e flessibili.. Mah, tutto un grande è strano marchingegno. "Gli umani sono proprio strani" disse. E tutto dipendeva dalla mente e dallo spettacolo che voleva produrre. Altre candidate aspettavano con lei: "Questi produttori" dicevano " vogliono una cosa poi un' altra.. Chi li capisce è brav...". "AVANTI IL PROSSIMO!"disse un neurone eccitatorio col megafono. L'idea si indispettì tutta ed entrò nello stato più profondo di concentrazione. " buona fortuna!" Disse un neurone appena arrivato. Lei sorrise; pronta per il provino della sua vita, per lo spettacolo più importante.
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Che genialata :D
RispondiEliminaTi seguo sempre giulia :)