Avevo 11 anni quando ho aperto questo blog e continua ad essere il mio porto sicuro. Alcuni testi mi aiutano come auto-terapia, altri sono ragionamenti sul mondo. A volte il tuo universo non ha né voglia né simpatia per ascoltarti, soprattutto se sei ipersensibile. Sto ancora capendo se la mia voce debba essere ascoltata, ma per tutti quelli che credono che essere se stessi non sia abbastanza...credetemi. Lo è. Scegliete voi. E credete nella magia.
hey
Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.
martedì 29 dicembre 2015
Accettarlo
La delusione è un concetto strano. Si può deludere sè stessi e gli altri.. Tutti in fondo senza un particolare e universale motivo apparente. Per esempio, la delusione puó nascere quando qualcuno si accorge che una determinata persona ha disilluso le sue speranze, ha tradito le sue aspettative. Ma, in questo caso la delusione è determinata da quella persona, oppure dal soggetto pensante? Perché tutto si svolge dentro di noi, giochiamo coi filamenti delle impressione, dell'astrazione. Perché forse dovevamo imparare semplicemente a non aspettarci nulla o abbassare l'asticella, per non vederla cadere innumerevoli volte. È ovvio che se noi chiediamo a una giraffa di strisciare come un serpente otterremo dei risultati scadenti... Ma, se non vogliamo andare nell'esagerazione, anche se chiediamo a un piccione di saltare o a una biscia di rotolarsi. Insomma, sta prima a noi l'arte di giudicare giusto, un giudicare positivo che può portare al benessere personale di noi e del prossimo. Quindi, nel caso sovradescritto, che alla fin fine è molto frequente, dobbiamo capire a che modello ci riferiamo per giudicare, perché è proprio questo che facciamo. Quando diciamo " mi hai deluso", dovrebbe essere più riferito a noi che agli altri. Perché siamo stati incapaci di giudicare correttamente una situazione, o una persona. Che c'entra con noi quella persona se, vivendo la sua vita, ha fatto una cosa credendo di seguire la sua etica? E chi siamo noi per dirgli qualcosa a riguardo? Ci spaventa così tanto non avere il joystick delle persone a portata di mano? È così difficile accettarlo?
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Un problema che ho con i tuoi testi è che ci sarebbe così tanto da commentare e così tanto di cui parlare, e devo riassumerlo in poche righe? Impossibile!
RispondiEliminaInnanzitutto, brava, il tuo stile di scrittura è sempre una cosa affascinante, lasci la libertà di pensare ed elaborare al lettore dando anche vita ai tuoi pensieri e alle tue opinioni. Hai un equilibrio nella scrittura spaventoso, davvero! Dimostrazione è anche il commento Omerico che ti sto scrivendo.
Allora, condivido sul fatto che la causa della nostra delusione siamo solo noi stessi, visto che l'altro sta seguendo la sua etica nelle sue azioni (anche se, avendo un po' di considerazione, si può sempre seguire la propria etica giovando anche gli altri e non solo se stessi; quella che definisci "arte del giudicare giusto", insomma), ma non condivido sul fatto di non avere alcuna aspettativa per evitare la delusione. Ogni emozione non è una camera stagna, non possiamo "rimuoverla" e aspettarci che qualche altra emozione la sostituisca: ci sarà un buco che non ci farà sentire nulla.
E poi, se alziamo l'asticella, potrebbe cadere e deluderci, ma potrebbe anche rimanere alzata e sollevarci. Non è tutto deterministico o statistico, a volte cade, a volte rimane in piedi; ma se cade e non la rialziamo, rimarrà giù e il sentimento di delusione sarà onnipresente. Siamo noi la causa della nostra delusione, sì, ma siamo anche noi la causa della sua permanenza nel nostro stato d'animo.
Il "joystick delle persone" è un concetto molto bello a cui pensare; sarebbe bello averlo e controllare come e quanto le persone influiscano su di noi, ma non possiamo e non potremmo mai, perché tutti ci faranno più o meno male, come ci faranno più o meno bene; non si può controllare l'una senza necessariamente controllare l'altra. Accettare questo, però, è difficile perchè pensiamo solo al nostro bene (infatti, non controlliamo mai quanto una persona può farci star bene), senza pensare che star male è naturale tanto quanto stare bene, e senza l'uno non ci può essere l'altro. Bene e male, nonostante combattano da milioni di anni, sono collegati, e sono l'uno l'ombra dell'altro.
Sei una poeta nata, una filosofa già bella e fatta; potresti riuscire a tirar fuori libri e libri di commenti scrivendo solo "M'illumino d'immenso". Continua così, non perderti mai d'animo e continua a sollevare l'asticella! Sto sempre qua a sostenerti e a seguirti <3
P.s. le giraffe non potranno strisciare come serpenti, ma alcune riescono a far strusciare il collo a terra come delle vere e proprie bisce u.u
Giusto per fare il simpatico hahaha