Un giorno di dicembre
Chiesi incuriosita al mare
Visto che era calmo e piatto
"Non ti annoia il tuo perpetuare?
Ogni volta che ti vedo
Fai avanti e indietro sulla riva
Non ti riposi mai
Non fa male la prospettiva?"
Il mare mi guardó
E disse quasi sghignazzando
" è bello ritornare
Quando tutti credon che stai andando.
Tu credi che esser Libero
Significhi scappare
Lasciare tutto e via!
Non farsi mai legare
Io mare vi dimostro
Che la vera libertà
È proprio come me
Crea le possibilità
Io rendo voi uomini
Liberi di immaginare
Puoi guardare l'orizzonte
Sta a te che scelta fare
Delle onde sono piccole
Nell'oceano esistente
Ma io le amo e tengo a loro
Io tengo a tutte nella mente
Ti dimostro, puoi capire
Che puoi sempre maturare
Che nulla alla fin fine
È impossibile da fare."
Il mare si zittì
Tutto in un istante
Cullandomi col suono
Dell acqua onnipresente.

Da quando me l'hai fatto scoprire qualche mese fa, non riesco più a resisterti. Ora non posso non commentare questa tua ennesima filastrocca: esprimi quei concetti che mi ripeti ogni volta e a cui credi: c'è sempre una scelta, l'importanza della libertà (la tua soprattutto); ma anche concetti nuovi, che ti ripete "qualcuno": nulla è impossibile, si può sempre cambiare.. La foto poi, mio Dio che spettacolo. Il fatto anche che sia così vicina alla quiete dell'ultima strofa accentua il silenzio, e questa cosa mi fa assolutamente impazzire!
RispondiEliminaSarà, ci faccio troppo caso io a queste cose hahaha
Continua così Angioletto!
P.s. te l'ho mai detto che sei stata te e le tue filastrocche a farmi provare a scriverne? hahaha