Avevo 11 anni quando ho aperto questo blog e continua ad essere il mio porto sicuro. Alcuni testi mi aiutano come auto-terapia, altri sono ragionamenti sul mondo. A volte il tuo universo non ha né voglia né simpatia per ascoltarti, soprattutto se sei ipersensibile. Sto ancora capendo se la mia voce debba essere ascoltata, ma per tutti quelli che credono che essere se stessi non sia abbastanza...credetemi. Lo è. Scegliete voi. E credete nella magia.
hey
Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.
domenica 12 aprile 2015
Forse si
Sai, caro diario dei miei pensieri....a volte sembra che tutto quello che fai sia inutile. Cosa che in parte ti rende anche inutile a te.. A volte mi sento come uno di quei sacchetti che ti da il supermercato biodegradabili....sono delle cose di utilità pari a uno skateboard in mezzo all'oceano come unico mezzo di salvataggio.... Pari alla lettera "K" quando devi scrivere in italiano... A meno che tu non debba scrivere Kiwei, Kimono o Ukulele, ma questo è un altro discorso (insomma, diamine, perché tu dovresti scrivere kimono, Kiwei e ukulele...sarebbe strano... Almeno quanto il mio valzer con un asciugamano alle sei del mattino dentro l'acqua del mare). Chiedo scusa, cari lettori, per il mio testo un po' stravagante...ma stasera il mio cervello va molto più veloce del solito e per chi avesse per sbaglio letto qualche testo, può capire che la cosa sia molto preoccupante e che forse sarebbe meglio dileguarsi lentamente. Mi sento inutile.... Come un cucchiaino per mangiare gli spaghetti..... Come una matita senza punta.. Come un errore di battitura! Uno squat un brit un giuk un lattelé! Un errore... Una virgola che non ci andava... Un congiuntivo invece che un condizionale. Mi sento come uno di quei regali che ti arrivano da un parente lontano che non ti conosce affatto.....tu aspetti..e...aspetti.. Ansiosa! Aspetti non curiosità quella cosa, almeno un buono sconto per Feltrinelli per comprarti quello che ti pare... E invece...non ti arriva che un maglione sbiadito giallino canarino che sembra per esser messo a Romics per travestirti da Titti. Forse non vale la frase per me che tutti servono a qualcosa. Molto spesso le persone che amo o le faccio incazzare o le faccio piangere. In questo momento mi sento un uovo di Pasqua che ti arriva a Natale, un pacco di Natale che ti arriva Pasqua....un cocomero che ti arriva alla befana... una calzetta piena di carbone e dolcetti a Ferragosto....che ci fai? sempre al posto sbagliato, al momento sbagliato. E non posso fare a meno di pensare che se sia il posto e il momento sono sbagliati...forse tutto questo dipende da me. Forse lo sbaglio sono io. Forse si. Togliendo il forse
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