È come quando sei raffreddata e devi starnutire e stai lì lì per farlo... Stai col naso all'insú, gli occhi lucidi tiri su il mento e guardi il soffitto e ti chiedi quando avrà fine questa lenta agonia. E io mi sento perennemente così, in attesa di uno starnuto, di buttare tutto fuori, sto li in agonia e aspetto. Perche starnuto non esci? Di cosa hai tanta paura? E tu non pupi fare niente. Niente di niente. Puoi solo aspettare, non decidi manco tu. Puoi solo stare ai comodi della reazione, ai comodi di quella emozione involontaria. Ed è terribile. Vivere in un eterno purgatorio. Il dubbio la malinconia le domande... Ti lacerano dentro. Ma non un graffio. Un solco. E tu non puoi fare niente. Solo lasciarti uccidere piano piano. In lenta agonia.
Avevo 11 anni quando ho aperto questo blog e continua ad essere il mio porto sicuro. Alcuni testi mi aiutano come auto-terapia, altri sono ragionamenti sul mondo. A volte il tuo universo non ha né voglia né simpatia per ascoltarti, soprattutto se sei ipersensibile. Sto ancora capendo se la mia voce debba essere ascoltata, ma per tutti quelli che credono che essere se stessi non sia abbastanza...credetemi. Lo è. Scegliete voi. E credete nella magia.
hey
Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.
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