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Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.

lunedì 8 dicembre 2014

Costruire, tema per scuola

Tema
Costruire una storia, un incontro, un’esperienza, il proprio futuro; si tratta di sfide non improvvisate, ma pensate, progettate, tagliate su misura con metodo e consapevolezza del loro fine ultimo.
“ Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime.  Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate...Sognate...Scoprite.” Ho scelto di iniziare con questa frase di Mark Twain, perché pensando alla parola costruire, è la prima che mi è venuta in mente, ragionando sul fatto che, spesso e volentieri nella vita, le cose migliori che accadono sono quelle non ragionate, fatte di istinto, quasi a caso. In questi momenti, mi chiedo se in realtà il verbo “costruire” non ci blocchi un po’. Nella vita tutto si costruisce, letteralmente e metaforicamente. Si costruiscono i palazzi, i ponti e le strade; si costruiscono anche le occasioni, le persone, le amicizie, le scelte… Si costruisce la fiducia, il rispetto.. l’amore. Tutto così bello ma studiato, premeditato; perché infatti nulla si può costruire senza un minimo di progettazione e di  bozza architettata dietro. Credo che, a volte, dovremmo buttarci e non aspettare il momento perfetto, non calcolare meticolosamente gli avvenimenti, soprattutto quelli che non possiamo controllare; e infatti l’eccessiva analisi, la troppa riflessione, bloccano la nostre follie, le nostre azioni istintive, costringendoci a permanere in uno stato di dubbio e attesa prima di ogni nostro passo. Ogni tanto bisognerebbe dirsi “ Come va va!” senza preoccuparsi troppo, senza troppo stress. Lasciare che l’acqua faccia il suo corso, evitare di costruire dighe e ponti per forza.  E io sono la prima a fare cosi, a catalizzare per forza le cose, a  cercare di permettere che tutto vada bene, che tutto sia perfetto perché ,purtroppo, la bella parola costruire porta anche a questa conseguenza; la perfezione. Cercare di arrivare alla perfezione è come cercare di mangiare una bomba al cioccolato senza sporcarsi la faccia, come cercare di prendere le foglie al volo quando cadono dagli alberi. Una perdita di tempo, una sopraelevazione delle aspettative terribile,  inutile e deludente, cosa può esserci di peggio? Però, d’altro canto, per offrire un’antitesi alle mie parole, spesso costruire è qualcosa che dà stabilità, che regala sicurezza, che è frutto di una serie di passi studiati e precisi ma, anche di sacrifici, compromessi e scelte. Sicuramente non cosa facile o da poco, anzi. Spesso le costruzioni garantiscono anche una certa mobilità per i cittadini e più facilità di comunicazione.. Mi rendo conto che il filo conduttore di questo tema farebbe gara con la tecnica dell’entrelecement di Ariosto. Succede quando hai tante cose da dire, ma non sai bene che filo debba andare prima. È che in giro si sente in modo spropositato la parola costruire; costruiremo questo, costruiremo quello, costruire costruire costruire… sembra che vogliamo costruire e basta, senza guardarsi attorno  e pensare alla manutenzione di tutto il resto, senza analizzare con più calma la situazione e i soldi a disposizione. La verità è che le cose nuove sono più invitanti (al di fuori della loro sicurezza), e così, l’attenzione di Roma sarebbe più attratta da un nuovo palazzo al centro che della manutenzione di un palazzo a Piazza Vittorio.. Perché anche l’attenzione, e  la sorpresa del popolo hanno un effetto importantissimo in ogni nuova cosa che spunta come un fungo in un quartiere, e poi, bisogna far attenzione a cosa si costruisce. … anche se qui entriamo in un ambito più oscuro e subdolo. Esempio, nel mio quartiere, nel VIII municipio di Roma, stanno costruendo un centro commerciale sulla via Appia, all’incrocio tra la via romana e via Cesare Baronio. Questi lavori iniziarono quando io venni ad abitare qua, ovvero circa 15 anni fa, tempo nel quale ancora i centri commerciali non scatenavano questa esagerata eccitazione di oggi. Tempo in cui, spendere del tempo andando in un centro commerciale o in una villa all’aria aperta, era una scelta che non concedeva dubbi.. la seconda aveva la vittoria assoluta. Detto questo, da giugno dell’anno corrente, i lavori si sono intensificati e tra qualche giorno  è già stata annunciata la sua inaugurazione. Questo episodio mette in risalto due cose principali: primo che se si vogliono fare le cose si trova sempre il modo, il tempo e ,soprattutto, i soldi; secondo, che appena i tempi sono cambiati, e si è visto un futuro gran profitto aprendo un centro commerciale in quel punto, la costruzione si è velocizzata in maniera incredibile. “L’ attenzione per la novità è simbolo del nostro tempo”, disse un’attrice italiana in un’intervista. Come i bambini vogliono i giochi nuovi che vedono alla televisione, le macchine che si trasformano, la barbie particolari… così i grandi vogliono i palazzi e i negozi. Buffo, ma triste pensando all’effetto onnisciente della pubblicità sulla nostra vita. Il mio discorso ovviamente si riferisce di più alla vita nelle metropoli, infatti,  una grande città come Roma, bella ed eterna, racchiude non poche problematiche ed impedimenti. Per quanto riguarda il suo significato metaforico, personalmente amo la parola costruire quando si tratta della fiducia. Acquistare fiducia e costruirti la fiducia di qualcuno sono sinonimi. Per andare a una festa con amici fino a sera tardi, con i tuoi genitori hai dovuto costruire della fiducia per ottenere il permesso. E per costruire una cosa così importante, spesso si oscilla tra sacrifici e rispetto, e bisogna stare attenti a non sgarrare perché, una volta persa la fiducia, è difficile che si riconquisti con facilità. Esatto, proprio qui sta la fregatura, ci vogliono anni per costruirla e poco per perderla, cosa che mi lascia non poco perplessa e scoraggiata. Allo stesso modo, come lo studio per un’interrogazione è mille volte più lungo di tempo dell’interrogazione stessa; come anche, più tristemente, una relazione d’amore può rompersi in pochi minuti anche se stai da mesi insieme. Forrest Gump diceva “In una corsa non importa se vinci, ma cosa provi correndo”, e le sue parole mi rimbombano in mente, facendomi ragionare sul fatto che il viaggio, il costruire qualcosa… è veramente più importante e divertente della cosa stessa, del risultato. Come costruire uno spettacolo, come portare un lavoro a scuola, come il momento del corteggiamento prima di fidanzarsi! È così importante, tanto che se chiudiamo gli occhi, il backstage, il retroscena delle cose appare così nitido e così pieno di bei ricordi. Costruire, che bella parola in fin dei conti; anche se la prediligo utilizzata più in ambito metaforico che materiale. Questo tema è forse uno dei più confusionari che abbia mai scritto, anche se, strano a dirsi, ho pensato di farlo proprio così apposta, utilizzando la tecnica del Caos, nuova tecnica letteraria inventata dalla sottoscritta.(Sto scherzando ovviamente,  poeti egregi abbiate pietà di me). Come ogni cosa, anche un tema va costruito e , prima di tutto, va costruito il pensiero che ne è motore. Questo elaborato mi ha aiutato a costruire un pensiero,  e ho voluto così evidenziare che nulla nella vita si fa così a caso. E anche questo tema non fa eccezione.

2 commenti:

  1. Leggo sempre con piacere i tuoi post...Mai scontato ciò che dici: mi sono sempre chiesta se costruire sia un progetto oppure il risultato.Nel primo caso è un'azione intenzionale che nasce da sogni, desideri,bisogni; nel secondo caso è una conseguenza del " buttarsi"...e qualora si cade in piedi, possiamo dire di aver costruito qualcosa tramite questo coraggio ...
    Non ti conosco personalmente ma in te vedo questo osare...
    Tu hai la forza di " saltare" anche solo esprimendo quello che sai altri coetanei non capiranno...
    Pochi hanno la capacità di pagare il prezzo di ciò: non trovare sempre qualcuno dotato della stessa forza da cogliere la tua mano e "saltare" insieme.
    Augurandoti di rafforzare sempre la fiamma che arde in te...progetta cioè comprendi bene cosa è importante...e come una luce che ti guida anche se saltando cadrai non saranno ferite eterne...perchè il tuo coraggio ti protegge.

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    1. Grazie mille! Mi spiace non conoscerti, e dover parlare così, a un'ipotetica e gentilissima persona che legge le mie riflessioni. Da poco ho notato di avere questo coraggio, di buttarmi a capofitto nelle nuove esperienze, ho iniziato a farci caso. Eh si, a volte è difficile trovare chi sia disposto a saltare. Sai cosa c'è, io non ho paura delle cose, perciò l'assenza di paura mi permette di buttarmi. grazie per tutte le cose carine che scrivi, mi fanno sempre spuntare un sorriso :)

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