C’era una volta una ragazza. Una normalissima ragazza non abbastanza carina, non abbastanza intelligente, non abbastanza alta e non abbastanza dolce. Non abbastanza. Era un po’ come un 5 e mezzo a scuola. Né 5 né 6, né carne né pesce, né sufficiente né insufficiente. Un 5 e mezzo. Guardava il mondo con occhi diversi, ascoltava tutto, vedeva tutto ciò che la gente ignorava in continuazione. La sua sensibilità era così rara ma, sfortunatamente, le aveva fatto anche costruire un muro intorno a lei; non per tenere gli altri fuori ma, per vedere chi aveva il coraggio di scavalcarlo. Tutto quello però di cui in realtà aveva bisogno era qualcosa di….di magico. Un segno, anche piccolo, una tenue speranza che quella realtà era migliore del suo piccolo mondo. Aveva sentito parlare di streghe, di fate, di arti occulte e di incantesimi… ma, la sua vita non era una fiaba, un film, o una saga di avventura fantastica. Così, col tempo, decise di diventare lei stessa il suo oggetto magico, di farcela da sola, di cominciare ad abbattere dall’interno quel muro che stava diventando soffocante. Non le andava più di aspettare. Era arrivata ad un punto della vita in cui bisogna decidere se essere la principessa che viene salvata da un principe o la guerriera che si salva da sola.
Avevo 11 anni quando ho aperto questo blog e continua ad essere il mio porto sicuro. Alcuni testi mi aiutano come auto-terapia, altri sono ragionamenti sul mondo. A volte il tuo universo non ha né voglia né simpatia per ascoltarti, soprattutto se sei ipersensibile. Sto ancora capendo se la mia voce debba essere ascoltata, ma per tutti quelli che credono che essere se stessi non sia abbastanza...credetemi. Lo è. Scegliete voi. E credete nella magia.
hey
Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.
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