Avevo 11 anni quando ho aperto questo blog e continua ad essere il mio porto sicuro. Alcuni testi mi aiutano come auto-terapia, altri sono ragionamenti sul mondo. A volte il tuo universo non ha né voglia né simpatia per ascoltarti, soprattutto se sei ipersensibile. Sto ancora capendo se la mia voce debba essere ascoltata, ma per tutti quelli che credono che essere se stessi non sia abbastanza...credetemi. Lo è. Scegliete voi. E credete nella magia.
hey
Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.
sabato 19 aprile 2014
É questo quello che siamo
Noi siamo la generazione di adolescenti di questa epoca. Siamo la generazione di whatsapp, dei messaggi con miliardi di cuoricini talvolta destinati a persone che per strada neanche salutiamo. Siamo la generazione dei "ti amo" detti a chiunque, agli amici, ai conoscenti. La generazione nella quale dire offese come "ti odio" "cretina" o "deficiente" si dice senza motivo, senza pensarci troppo sopra. La generazione di Twitter, di Facebook e di Instagram, dove i like e commenti sotto le foto sono importantissimi perché così capiamo cosa pensano gli altri. Siamo una generazione che si nasconde, che si cela dietro lo schermo, e parla attraverso post e gli stati. Siamo la generazione delle Vans, di Alcott, di Hollister e dei vestiti di marca, quella che se stai senza una borsa di Gucci o Armani, non sei nessuno. La generazione in cui l'aspetto che hai conta di più delle tue conoscenze, nella quale tutti si accorgono se sei dimagrita un kilo e nessuno si accorge di come stai dentro. La generazione della taglia 40! Dove ormai la 44 o la 42 sono passate di moda, sono per le ragazze grasse. Perché lá fuori infatti tutte vogliono essere come quelle modelle anoressiche nelle riviste e gli uomini si fanno le sopracciglia per essere più fighi. Siamo la generazione di strati di ombretti e matite per nascondere la faccia e dei leggins colorati per mettere in risalto il fondoschiena. La generazione delle ore passate a piastrarsi per ore e ore i capelli per renderli liscissimissimi. La generazione del "no, non mi va", del "chi te se incula" e del "vacci te", dove la gente parla solo attraverso le chat, il massimo sfogo che si possa avere. Siamo una generazione di bombe, di bombe da guerra pronte ad esplodere, quasi pericolose. Siamo la generazione delle sigarette e delle canne fatte a ricreazione nel cortile della scuola, dove le ragazze sono più maliziose e più pervertite dei maschi. Una generazione che non ascolta,che non parla, non guarda oltre il suo naso, che sclera e sbatte la porta. La generazione della palestra, dei pesi, della dieta estremista... di Grande Fratello, di Amici e di Uomini e Donne. La generazione che si vanta, dei vestiti,dei metri quadrati di casa e delle vacanze a Miami e a New York. La generazione che ha paraocchi, che vede solo se stesso ma, che può parlare ore ore della vita privata di un vip di Hollywood o di Arcore... Siamo una generazioni di maschere, di giocatori di nascondino. La generazione delle contraddizioni, delle serie televisive, di you tube, di Katy Perry e di Miley Cyrcus. Siamo una generazione abbastanza triste, triste e sola. Non metto in dubbio che sembri anche un po' sbagliata, svogliata e talvolta maleducata. Siamo confusi, ingenui, incompresi,distintivi e soli. Ma... É questo quello che siamo.
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