Trovo assurdo trovare delle frase che riassumino degli aspetti della vita. Oddio a volte ci azzeccano eh. Però mi piace più ricordare nei post le cose che capisco, nell mia umilissima e ancora inesperta mente, magari qualcuno si riconosce o ci faremo una risata sopra sorseggiando dell’ottimo the verde a casa della regina Elisabetta. Una cosa trovo fondamentale, una cosa che riesco a fare solo a momenti, solo a volte, solo dopo tanto tempo di lavoro, ma che riconosco che accelerando questo percorso non sarebbe per niente male. Parlo dell’accettazione. Accettare è un verbo per tagliare i tronchi degli alberi, ma vuol dire anche riconoscere in se stessi la motivazione di qualcosa. È tutto un processo personale. Ci possono volere 3 minuti, 3 ore, 3 mesi o tipo 3 anni. Accettiamo tante cose. Accettiamo i nostri genitori. Accettiamo le nostre possibilità. Poi, più difficile, accettiamo i nostri limiti. Accettiamo le nostre passioni, accettiamo i nostri errori ( tostissima). Accettiamo di non avere ragione. Accettiamo che non possiamo controllare tutto. Accettiamo di lasciare andare le persone, accettiamo che per alcuni dolori a volte siamo impotenti. Accettiamo la pioggia, accettiamo il sole, la primavera. Accettiamo l’amore, accettiamo i nostri difetti e quelli degli altri. Ogni giorno accettiamo qualcosa, forse a volte in attesa del corrispettivo migliore. Accettare è la chiave per andare avanti. E vuoi o non vuoi, in questa vita la vera trappola è restare fermi. Io qualcosa L ho accettata, molte altre, ancora no, almeno riconosco quanta strada ho ancora da fare. Devo accettare che mio fratello è cambiato e il rapporto che avevo con lui da piccola non c’è più. Devo accettare le persone che non ci sono più nella mia vita. Devo accettare la vita che andrò a fare. Devo accettare i miei difetti. Parlo di me, ma credo che sia un percorso che ognuno deve affrontare. Quando accettiamo però è una liberazione. Accettare è credere che al di fuori di te staranno tutti bene. Aiuta molto la mia sensibilità e i miei disturbi d ansia.
Avevo 11 anni quando ho aperto questo blog e continua ad essere il mio porto sicuro. Alcuni testi mi aiutano come auto-terapia, altri sono ragionamenti sul mondo. A volte il tuo universo non ha né voglia né simpatia per ascoltarti, soprattutto se sei ipersensibile. Sto ancora capendo se la mia voce debba essere ascoltata, ma per tutti quelli che credono che essere se stessi non sia abbastanza...credetemi. Lo è. Scegliete voi. E credete nella magia.
hey
Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.
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